Senza falò è sempre XVII febbraio

Fuochi spenti, fiaccolate con torce elettriche: ma il significato profondo della festa non cambia

Un inverno anomalo con caldo, vento e poche precipitazioni sta avendo molte ripercussioni nella quotidianità. 

Aria pesantemente inquinata a Torino e nella sua cintura, rischio di incendi (e incendi veri e propri) in molte zone del Piemonte e non solo, preoccupazione per gli accumuli idrici per l'estate e un mondo vegetale che risente di queste temperature elevate per la media (alberi vari hanno necessità di periodi di freddo e di temperature sotto lo zero). Ultimo problema in ordine di tempo è quello legato ai falò (e alle fiaccolate) che la sera del 16 febbraio illuminano le valli valdesi. Non è la prima volta che succede che a causa della siccità e del forte vento non si proceda all'accensione: a esempio esattamente 30 anni fa il Pinerolese veniva devastato da una serie di incendi disastrosi poco prima dell'appuntamento dei falò e quindi per solidarietà con chi aveva perso case e boschi e per scongiurare altri incendi non vennero accesi (approfondiamo il tema sul prossimo numero del settimanale cartaceo). 

Spazio quindi alle torce elettriche (o ai telefonini) per le fiaccolate che diventeranno cortei, ma il senso della festa non cambia. I fuochi hanno un valore puramente simbolico come spiega la chiesa di Torre Pellice. «Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare sul tema falò. Ci siamo resi conto che ci stavamo facendo prendere dalla "isteria da falò", e rischiavamo di perdere di vista il significato profondo della festa, per correre dietro al simbolo.
E dunque insieme al Comune, abbiamo deciso che non accenderemo falò questo 16 febbraio.

Non lo faremo perchè il 17 febbraio 1848 i valdesi diventano finalmente cittadini - e la prima cosa che ogni cittadino deve fare è rispettare la legge e adoperarsi per la tutela del bene comune.

Non lo faremo perchè a pensarci bene, un 17 febbraio senza falò... è esattamente come un 17 febbraio con i falò, non un grammo di meno. Siete quindi tutti e tutte invitate alle celebrazioni, che non cambieranno per niente, tranne per il fatto che non accenderemo un falò». 

Come Torre Pellice anche molti altri comuni in queste ore stanno emanando delle ordinanze di divieto di accensioni di fuochi per l'alto pericolo di incendio con sanzioni fino a 400 euro.

La ricorrenza del XVII però non perderà il suo profondo significato e anzi, proprio questo divieto potrebbe diventare uno spunto di riflessione su quanto sia fondamentale la salvaguardia del creato e su come le nostre azioni stiano mettendo a repentaglio il pianeta su cui siamo ospiti con i gravi cambiamenti climatici che ci vedono principali protagonisti. 

Foto di Pietro Romeo

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