Un biglietto per due ingressi

Riapre le porte ai visitatori il Museo Valdese di Torre Pellice, con novità nel biglietto d’entrata e materiali espositivi a disposizione delle chiese

A partire dal 1° febbraio la Fondazione Centro Culturale Valdese di Torre Pellice ha riaperto al pubblico, dopo la pausa invernale. 
Il pubblico può quindi nuovamente visitare le due sezioni museali: quella storica, completamente rinnovata nel suo allestimento, e quella etnografica. Inoltre rimangono ancora esposte in questo periodo la mostra La famiglia Appia tra fede cristiana e impegno umanitario, dedicata al pensiero e all’azione di Louis Appia, uno dei fondatori della Croce Rossa Internazionale, e la mostra Sola Scriptura. La presenza della Bibbia nelle chiese valdesi fra Ottocento e Novecento.

Tra le novità di quest’anno, il Museo offrirà fin dalla sua riapertura la possibilità di poter usufruire di un biglietto valido per due ingressi nell’arco del 2020. 
«Ci siamo accorti – racconta il direttore Davide Rosso – che molti visitatori non riuscivano nel tempo di apertura a visitare l’intera offerta espositiva. Per questo abbiamo pensato di dare una possibilità in più: con una piccola integrazione sul biglietto, una maggiorazione di un paio di euro, sarà possibile approfittare di un doppio ingresso nell’arco di un anno. Con un biglietto si potrà quindi entrare due volte. Questa proposta è un tentativo di unire due esigenze: da un lato la sostenibilità dei nostri ampi spazi, dall’altro poter permettere alle persone di frequentare e vivere agevolmente il centro, di ascoltare le nostre narrazioni ed entrare in dialogo con noi. Il nostro interesse è che un pubblico sempre più ampio possa vedere la nostra offerta, ma per poterlo fare forse è necessario un po’ più di tempo».

Davide Rosso ricorda anche la possibilità di richiedere in prestito la mostra Sola Scriptura. Nata nel 2015 e già proposta in occasione del Cinquecentenario della Riforma, ora è stata trasposta interamente su pannelli, e propone una lettura della presenza della Bibbia fra Ottocento e Novecento nella vita delle chiese valdesi, nella società, nelle famiglie. Il rapporto dei valdesi con la Scrittura può essere compreso grazie a questa ricca e variegata pubblicistica a carattere “popolare”, che fornisce molte informazioni sulle abitudini e la familiarità nei confronti della Bibbia. «L’abbiamo ripensata e ristampata in modo che non sia legata ad un luogo specifico, per permettere un utilizzo itinerante nelle chiese e nelle comunità. La mostra è disponibile stampata su 14 pannelli o roll-up. Può essere affittata o si può richiedere una stampa personale, a fronte di un piccolo rimborso spese alla Fondazione».

Se si volesse richiedere, è possibile scrivere a segreteria@fondazionevaldese.org.
Sul sito della Fondazione valdese si possono trovare informazioni sugli orari di apertura e dettagli sui servizi offerti.

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