Il segretario del Cec Tveit nuovo presidente del Consiglio della Chiesa di Norvegia

Diventerà vescovo della diocesi di Nidaros, che comprende la città di Trondheim

Lo scorso 30 gennaio il Consiglio della chiesa di Norvegia, lutarana, ha nominato il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), il pastore Olav Fykse Tveit, nuovo presiding bishop, presidente del Consiglio della Chiesa di Norvegia, cioè a capo di quello che è l'organo esecutivo della principale chiesa del paese scandinavo.

Tra i 12 vescovi in carica, il vescovo/presiedente è il «primo tra pari» (primus inter pares). 

«Colui o colei che viene nominato a tale carica ha la responsabilità legale della cattedrale di Nidaros e allo stesso tempo è il vescovo della diocesi», ricorda la nota pubblicata oggi dal Cec.

Tveit appena nominato ha dichiarato: «Non vedo l’ora di tornare nella mia Trøndelag, dove ho trascorso una parte significativa della mia infanzia. Un vescovo deve saper ascoltare gli altri, saper unire e pacificare anche nella diversità a partire dalla chiesa. E può farlo roprio a partire dalla fede che ci accomuna», e ha proseguito «come vescovo e presiedente del Consiglio mi accingo a vivere una grande responsabilità. Cercherò dunque di essere il rappresentante dell’intera chiesa e di tessere e incrementare, al contempo, le relazioni con lo spazio pubblico. Ciò significa che, per diffondere il messaggio condiviso, sarà importante parlare a nome di tutti con grande senso di responsabilità».

Tveit ha poi aggiunto, «C’è molto in gioco, abbiamo molto da fare. La chiesa dovrebbe essere ascoltata ma spesso non è così. Anzi, il ruolo profetico che questa rappresenta spesso è sottovalutato, sottostimato, e purtroppo anche all’interno dello stesso movimento ecumenico. È necessario, invece, divenire una voce univoca, chiara, anche critica se necessario, ma costruttiva».

E ha concluso, «La chiesa con il suo messaggio di fede e come attore pubblico, contribuisce alla formazione e alla circolazione delle opinioni nella società. Vorrei assumere il ruolo che mi è stato assegnato contribuendo alla visibilità e all’udibilità della Chiesa di Norvegia: assicurandomi che questa possa essere unita e in tal senso fornire nuovi e preziosi contributi spirituali e pratici anche all’interno della sfera pubblica che la circonda».

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