Australia, chiese in prima linea con i soccorritori e in preghiera per l’ambiente

Oltre 20 morti, migliaia gli sfollati, fauna e ambiente in serio pericolo a causa degli incendi e del caldo torrido

Le chiese australiane in prima linea tra i soccorritori così come nelle preghiere per proteggere chi sta cercando di gestire la drammatica situazione degli incendi. Ne dà notizia il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), in un articolo firmato dal giornalista Peter Kenny.

Il segretario generale del Cec, pastore Olav Fykse Tveit, ha dichiarato, in una lettera pastorale alle chiese australiane: «Insieme a voi, le chiese membri del Cec in tutto il mondo pregano perchè si plachino l’ondata di caldo e le fiamme, preghiamo per proteggere e incoraggiare tutti coloro che stanno combattendo gli incendi che avanzano, preghiamo per la conservazione della vita e delle proprietà delle persone, della preziosa fauna selvatica e dell’ambiente, minacciati di essere distrutti».

Al momento si contano 24 persone morte a causa degli incendi e danni considerati ingenti dalle autorità. Centinaia di proprietà sono state distrutte e le implacabili condizioni meteorologiche fanno temere una vera catastrofe. E’ stato dichiarato lo stato di emergenza nel sud-est del continente, e ieri, venerdì 4 gennaio, oltre 100mila persone di tre Stati sono state evacuate.

Il vescovo Philip Huggins, presidente del Consiglio nazionale delle chiese in Australia e direttore del Centre for Ecumenical Studies presso  l'Australian Centre for Christianity and Culture, ha spiegato, in un messaggio al Cec, che molte persone di fede sono coinvolte negli aiuti, a 360 gradi.

«Le estati più calde e più secche sono esattamente ciò che ci si aspettava – ha dichiarato Huggins -. L’inettitudine politica ci ha lasciato più vulnerabili di quanto sarebbe potuto accadere».

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