Roma, il ritrovo nazionale delle sardine

Un movimento sempre più ampio che nel fine settimana ha presentato le proprie richieste rivolte alla politica italiana

Genova, Brescia, Piacenza, Verona, Mantova, Firenze, Ferrara, Napoli, Milano, Padova, Trento, Bari, Torino, Forlì, Venezia, Sassari, Ivrea.

Il fenomeno delle 6000 Sardine è un grandissimo successo, una rivoluzione capillare che coinvolge e convince una grandissima parte della popolazione italiana. E lo scorso 14 dicembre è arrivato a Roma: «Siamo più di 100mila, abbiamo riempito piazza San Giovanni. E da domani ci confronteremo su ciò che sarà» dichiara Valerio Renzoni, uno degli organizzatori romani dell'evento. Una vera e propria folla che ha invaso la celebre piazza San Giovanni con cartoncini, musica, persone e desiderio di comunione e umanità. Il popolo delle sardine tra canti e striscioni ha centrato l'obiettivo puro della manifestazione.

Un'occasione che non è solo servita a ritrovarsi e unirsi, partendo da varie parti d'Italia, ma anche per fermarsi a riflettere per poter affrontare il futuro imminente. Roma è stata designata per la riunione nazionale di tutti gli organizzatori degli eventi precedenti e anche l'occasione per realizzare il primo “Congresso” vero e proprio delle 6000 Sardine.

Come quartier generale è stato scelto il palazzo dell'Inpdap, occupato dall'ottobre 2013 dal movimento “Action – Per il diritto di abitare”. Il primo meet analogico per chi in questi mesi ha comunicato e coordinato iniziative e direttive solo tramite i social, l'opportunità per realizzare i primissimi bilanci e per comprendere, assieme, cosa abbia funzionato, cosa no e verso quale direzione andare.

Le 6 richieste del movimento
È sul chiudere del Congresso che Mattia Santori elenca le richieste articolate dai vertici nazionali di questo movimento sorprendente: «Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a fare politica, invece di fare campagna elettorale permanentemente, pretendiamo che chiunque ricopre la carica di ministro comunichi solamente sui canali istituzionali».
Al terzo punto c'è la trasparenza nell'uso che la politica fa dei social network, sia economica, sia comunicativa, al quarto – considerato il più complesso da richiedere e mantenere – si rivolge al mondo dell'informazione: «protegga, difenda e si avvicini alla verità e traduca tutto questo sforzo in messaggi fedeli ai fatti». Sulla violenza, una linea dura e senza sconti: «chiediamo che la violenza venga esclusa da toni e dai contenuti della politica in ogni sua forma [...] è il momento che la violenza verbale venga equiparata a quella fisica». Infine l'ultimo punto è dedicato al già discusso Decreto Sicurezza, per garantire leggi che non mettano al centro la paura.
Un elenco di richieste accolte con entusiasmo e partecipazione, la stessa che Santori reclama e ricorda citando brani cari alla storia della musica italiana.

Eventi futuri, eventi attuali
«Il nostro prossimo passo è tornare sui territori. [...] Decine di iniziative a partire dal mese di gennaio, dopo che si saranno concluse le attività nelle piazze già in calendario. Sarà dedicata una particolare attenzione alle prossime elezioni in Calabria e, soprattutto, in Emilia Romagna, dove è nato il fenomeno sociale delle Sardine».
Tra gli altri ci sono gli eventi organizzati “Sardina amplifica sardina” (nel Lazio per accogliere e rispondere ai bisogni della regione creando rete), “Tutti sullo stesso treno” (una delegazione di sardine che si sposteranno su rotaie dalla Liguria alla Francia), “Staffetta delle sardine” (un tour siciliano per raggiungere le zone compromesse e critiche dell'isola).
«Noi continueremo a riempire le piazze e a lasciare i nostri messaggi chiari: antifascismo, antirazzismo, no alla violenza verbale e arginare Matteo Salvini».

Violenza verbale attualissima compiutasi anche giovedì 12 dicembre durante una presentazione pubblica del leader della lega a Reggio Calabria. Una ragazza inizia a contestare ciò che viene espresso durante l'incontro e i sostenitori di Matteo Salvini la accerchiano, la insultano e tentano di spingerla fuori dalla sala. Una scena già vista, ripetuta e riportata sui quotidiani e miccia del fuoco che ha iniziato ad ardere insistentemente ri-accendendo il desiderio di tornare in piazza che le 6000 Sardine sono riuscite a cogliere.

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