Noè, un uomo giusto

Un giorno una parola – commento a Genesi 6, 8

Noè trovò grazia agli occhi del Signore
Genesi 6, 8

Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede
Colossesi 2, 6-7

Il versetto che qui abbiamo ricordato e che ci accingiamo a meditare acquista il suo senso quando lo mettiamo in relazione al contesto. Ci viene detto che Dio “vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo” (v. 5). E ancora più avanti: “la terra era corrotta davanti a Dio; la terra era piena di violenza” (v. 11). In questo contesto Noè non è come tutti gli altri, altrimenti la sua fine sarebbe stata simile a quella degli altri. Noè ci mostra che in un contesto di violenza e degrado non è detto che tutti si debbano fare risucchiare nel vortice della corruzione.

Nonostante la delusione che Dio prova, non è distratto dal male dilagante. Egli sa individuare la persona che si differenzia. I suoi occhi non fanno di tutta l’erba un fascio e scorgono chi non agisce secondo l’adagio: “fan tutti così”. Tra tutti Dio posa gli occhi su Noè e gli affida il compito di portare in salvo una parte dell’umanità e degli animali. Molti produttori di film e di cartoon si sono sbizzarriti a rappresentare le scene di Noè che costruisce l’arca, e degli animali che in fila si dirigono verso l’arca. Non mostrano, e non potrebbero farlo, il ruolo di Dio nell’opera della salvezza. Tuttavia Dio c’è, egli è all’origine dell’impresa. Tramite Noè è Dio che costruisce l’arca, che porta in salvo uomini e donne e tutti gli animali terrestri.

Non vogliamo, tuttavia, trascurare il fatto che c’è un uomo, un uomo del suo tempo, che si distingue dalla massa, che Dio scorge come “giusto” (tsadik), a cui affida il compito che poi sarà di Cristo, quello di salvare il mondo. Ma anche se non hanno salvato il mondo, ma soltanto una persona, nessuno toglie loro la corona di “giusto”. L’Israele moderno, dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, ci ricorda che vi sono stati molti giusti che hanno salvato ebrei dalla persecuzione e dallo sterminio. Il sentiero dei giusti oggi si arricchisce dal soccorso a quanti rischiano la vita nella traversata del Mediterraneo, dei confini tra gli Stati, a quanti strappano vite umane dalla guerra e dai trafficanti.

Immagine: Noè e la sua arca, particolare di una vetrata della Cattedrale di Notre Dame, Parigi (Francia)

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