Black Friday? No, Bless Friday

Una proposta ecumenica, nata negli Usa in ambito presbiteriano, per offrire un’alternativa al consumismo

Un’alternativa alla follia del Black Friday: la proposta nata nell’ambito della Chiesa presbiteriana degli Usa, chiamata Bless Friday, vuole rimettere al centro il servizio a Dio e alla comunità.

L’idea nasce alla fine del 2009 in un modo insolito, racconta Mike Ferguson sul sito della Presbyterian Mission: Chuck Fox, presbiteriano texano, accompagna come ogni settimana il padre cattolico alla messa della domenica sera: sono passati pochi giorni dal Giorno del Ringraziamento e quindi dal Black Friday, che tradizionalmente dà inizio della frenetica stagione degli acquisti natalizi e ricorre il giorno seguente il Thanksgiving Day. Nell’omelia, il prete osserva che il senso del Natale (servire il Signore) si è perso, sotto questa corsa forsennata all’acquisto; il signor Fox, sedendo nelle panche in fondo alla chiesa, pensa che abbia ragione e comincia a pensare come trasformare quel venerdì in un “giorno di servizio”. Ne parla con il suo pastore, in famiglia, il figlio inventa il nome che il padre, pragmaticamente, deposita come marchio registrato. Con il motto «Black Friday is about shopping, Bless Friday is about service», viene creato il sito blessfriday.org, dove si possono trovare informazioni, idee e contatti.

Dal 2010, anno del primo Bless Friday, la tradizione si è consolidata nell’area di Houston con diverse iniziative: “prestare servizio presso la chiesa” può infatti voler dire molte cose, raccogliere e distribuire beni di prima necessità ai bisognosi e i senzatetto, organizzare giornate di pulizia intorno alla chiesa, pranzi di solidarietà, visitare i malati, ricostruire case danneggiate dal maltempo, confezionare coperte e vestiti caldi per l’inverno di chi vive per strada…

Molti l’hanno trovata una bella idea per “entrare” nella stagione natalizia, stimolante in particolare per i più giovani. C’è anche chi ha promosso attività senza nemmeno uscire di casa, organizzando con i vicini la produzione di pacchi viveri: una sorta di «evangelizzazione soft», è stata definita. Non servono grandi mezzi: l’idea è di fare qualcosa di semplice, alla portata di tutti, attivando un gruppo (scuola domenicale, gruppo femminile) o un’associazione in cui si è già coinvolti.

L’iniziativa, nata in un certo senso da un confronto ecumenico, è cresciuta come tale: quest’anno, alla decima edizione del Bless Friday, parteciperanno circa dieci chiese presbiteriane, episcopali, cattoliche e luterane.

L’invito di mr. Fox? Diffondete la voce! E non abbiate paura: anche partecipando al Bless Friday avrete l’opportunità di fare shopping natalizio!

 

 

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