La lieta presenza del Signore

Un giorno una parola – commento a Salmi 16, 11

Tu m’insegni la via della vita; ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno
Salmi 16,11

Dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la meta
Filippesi 3, 13-14

Il poeta canta fiducioso e riconoscente la lode del Signore che lo ha liberato e lo ha guidato lungo la via della libertà e della vita. L’esperienza di fede lo ha portato a cambiare strada, egli ha imboccato un nuovo cammino, in cui non c’è più spazio per la tristezza e la paura. Prima di conoscere il Signore ha vissuto l’oppressione di una religione che lo teneva prigioniero della tristezza e del timore di un oscuro destino. E come se la conoscenza del Signore avesse proiettato un fascio di luce sul suo cammino, perciò ora riesce a distinguere tra vita e morte e può assaporare la gioia della comunione con il Signore che non lo opprime, ma gli dona grandi gioie. Egli è in presenza del Signore, ma non è in preda al terrore, bensì respira profondamente l’aria pura della gioia e percepisce la felicità della comunione con lui. Felicità, vita e pienezza dell’esistenza non sono più un sogno irraggiungibile, ma una realtà che caratterizza la dimensione autentica del Signore.

L’eternità non è una spaventosa catena di disperazione, bensì la luminosa armonia della felicità.

Abbiamo paura della sofferenza, ma anche della felicità. Una sorta di timoroso pudore ci impedisce di lasciarci andare alla liberante musica della comunione con il Signore, che è felicità.

Nella poesia si dedica molto spazio alla tristezza e alla malinconia, perché sono dimensioni che l’essere umano vive con maggior frequenza, certo molto più della gioia.

Tuttavia, il nostro poeta ritiene che il tempo del Signore sia tempo di felicità, della leggera maestosità della lieta presenza del Signore. L’inno 148 del nostro Innario ci rammenta: “ogni giorno è festa se con noi se tu... ogni nostro dì sia con te una danza”.

Tutto questo mare di beatitudine e letizia noi possiamo renderlo reale nella comunione fraterna: le chiese dovrebbero curare questo aspetto nelle relazioni e testimoniare la festosità della salvezza in Gesù Cristo.

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