Torino Film Festival: Giuria Interfedi al lavoro

Nell’edizione 2019 che si apre oggi, il Premio “per il rispetto delle minoranze e per la laicità” sarà assegnato in una rosa di undici film

Fra poche ore si aprirà il 37° Torino Film Festival, che si svolge dal 22 al 30 novembre, quest’anno all’insegna del dark e dell’horror.

Tra i vari premi attribuiti nel contesto del Festival, il “Premio per il rispetto delle minoranze e per la laicità” assegnato dalla giuria Interfedi, istituita nel 2003 per iniziativa della Chiesa valdese e della Comunità Ebraica di Torino con l’adesione del Comitato Interfedi della Città di Torino. Questo premio ha lo scopo di valorizzare le pellicole che contribuiscono a dare voce alle minoranze (di qualunque genere, non soltanto religiose), si legge nel comunicato stampa di presentazione, «promuovendone il rispetto, il riconoscimento dei diritti, l’integrazione, il superamento delle discriminazioni, e che al contempo affermano i valori della laicità, della cultura della tolleranza, del rispetto dell’autonomia, della libertà e della responsabilità individuali».

Si tratta di temi di grande attualità, che trovano nel cinema un canale di espressione e riflessione importante; infatti, prosegue il comunicato, «il sempre più frequente ripetersi di fenomeni di intolleranza verso persone o gruppi a motivo della loro fede, delle loro origini o del colore della pelle, di cui non mancano quasi quotidiane notizie, rende particolarmente attuali ed importanti i temi verso i quali il Premio vuole richiamare l’attenzione e i valori che intende affermare, oggi messi in discussione e che costituiscono le fondamenta di ogni società davvero democratica e pluralista».

Di fronte al diffondersi in tutta Europa di un clima di intolleranza, politiche di chiusura delle frontiere, atteggiamenti xenofobi, manifestazioni di razzismo, discriminazioni del diverso, «il Premio afferma l’accoglienza, la tolleranza, la condivisione, la solidarietà, il rispetto reciproco, la dignità umana, l’accettazione delle diversità etniche, culturali e religiose quali fondamenta per una società giusta ed inclusiva, multietnica, multiconfessionale, multiculturale, in cui il diritto e la libertà del singolo individuo siano preservati».

La Giuria Interfedi del TFF, che è una delle numerose giurie ecumeniche e interreligiose presenti ormai nei principali festival cinematografici mondiali, vuole esprimere questa realtà multipla, e i suoi componenti sono designati dai tre promotori dell’iniziativa, Chiesa valdese di Torino, Comunità ebraica di Torino e Comitato Interfedi della Città di Torino, che riunisce i rappresentanti di Cristianesimo (cattolici, protestanti e ortodossi), Ebraismo, Induismo, Islamismo, Buddismo e del mondo mormone.

Undici film in concorso quest’anno per il Premio Interfedi: tre film in gara nella sezione più importante del TFF, Fin de siglo di Lucio Castro (Argentina, 2019), Ohong Village di Lungyin Lim (Taiwan/Repubblica Ceca, 2019) e Le rêve de Noura di Hinde Boujemaa (Tunisia/Francia/Qatar, 2019); due dei sette titoli sostenuti dal Torino Film Lab, Made in Bangladesh di Rubaiyat Hossain (Francia/Bangladesh/Danimarca, 2019) e Port Authority di Danielle Lessovitz (USA/Francia, 2019), due film concorrente nella sezione Onde, Sofà di Bruno Safadi (Brasile, 2019) e Synonymes di Nadav Lapid (Francia/Israele/Germania, 2019), e poi God exists, her name is Petrunya di Teona Strugar Mitevska (Macedonia/Belgio/Slovenia/Croazia/Francia, 2019) inserito anche nella personale dedicata alla regista macedone, Indianara di Aude Chevalier-Beaumel e Marcelo Barbosa (Brasile, 2019, presentato anche nel focus TFFdoc/desiderio), Nour di Maurizio Zaccaro (Italia, 2019, uno dei film italiani in gara), Star stuff di Milad Tangshir (Italia, 2019, per la serie “Magie della scienza”).

Per maggiori informazioni sulla giuria Interfedi e sul premio qui e sul TFF qui.

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