Quando la resistenza arde, di passione

Che bene fanno le parole? Recensione del romanzo "Storia di una ladra di libri"

Il 6 novembre 2019 La pecora elettrica, una piccola libreria indipendente nel cuore del quartiere romano Centocelle è stata divorata dalle fiamme. Il giorno seguente sarebbe stata la data di inaugurazione, per una riapertura attesa, voluta da tutto il quartiere e vissuta come una rinascita. Già il 25 aprile 2019 la libreria era stata colpita da un attentato incendiario e, a seguito di questo, una campagna umana, partita dalla strada e arrivata fino ai social, aveva permesso ai proprietari di ritrovare la forza per ricostruire il locale e dare una nuova luce alla resistenza culturale di un quartiere martoriato dalla criminalità e dall'assenza dello Stato.

Sono gli anni della guerra, della Germania glorificata e vincente e in un paesino accanto alla più grande e conosciuta Monaco, Liesel sopravvive alle conseguenze di un conflitto di cui è vittima innocente. Dodici anni sono troppo pochi per vedere suo fratello morire e vivere l'abbandono di una madre che non sa come convivere col peso dell'indigenza, del dolore troppo grande e del vuoto della solitudine. Proprio per questo viene affidata a una famiglia tedesca che la adotterà nonostante la povertà collettiva di un paese scosso.

Inizia così uno dei più famosi best seller letterari degli ultimi anni, Storia di una ladra di libri. La vita di Liesel stravolta e portata dentro le mura di una casa che l'accoglie con umanità e calore nonostante la sua identità sia un pericolo per tutti e non solo per lei. Liesel è ebrea; e la sua condizione la porta a convivere con un'angoscia costante che le si riversa addosso nelle fredde notti tedesche che solo una cosa riuscirà a calmare: i libri.
Il primo trovato accanto al fratellino morente, preso per curiosità; senza sapere cosa sia – arrivando da una realtà di analfabetismo e povertà – ma con la certezza che le appartenga. E così, il suo rapporto con questi oggetti che piano piano prendono significato oltre alla forma si fa sempre più forte, più intensa; fino a diventare una vera e propria ricerca, ossessione che supera tutti i divieti e addirittura le fiamme dei roghi di un passato che così vicino a noi non lo è mai stato.
Sarà tramite la pazienza quasi commovente dei suoi genitori adottivi che Liesel imparerà a leggere, andrà a scuola, familiarizzerà col quartiere trovando amici, complici e un pizzico di serenità. Ed è proprio tramite il piacere e l'amore per la lettura, la ragazzina, troverà la via migliore per liberarsi – per il tempo di un capitolo – dalla sua storia cruda e dagli strascichi feroci che la guerra le ha lasciato addosso senza pietà.
Un racconto che ha emozionato e continua a colpire le corde più profonde dei lettori che ad ogni lettura, nuova o ripetuta, riescono ad immedesimarsi nella passione ardente che una storia, un personaggio, la descrizione di un attimo importante riescono ad accendere.
Storia di una ladra di libri è diventato best seller e anche prodotto cinematografico di successo perché è riuscito a portare su carta e sugli schermi l'esatta sensazione che Liesle prova quando si chiede con innocenza e fervore “che bene fanno le parole?”.
La risposta a una domanda semplice e la certezza che una volta finito di leggere, questo libro, possa lasciare colme e complete le risposte grandi o piccole che fanno vagare per il mondo l'umanità da anni. Un'esperienza forte, una narrazione scorrevole e potente, perché reale e perché, dopo la sua lettura è impressionante il desiderio sempre impellente di andare a salvare i libri dai roghi di questo presente cupo ma pieno di speranza.

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