Seguire i disegni di Dio

Un giorno una parola – commento a Filippesi 2, 13

O Signore, dacci la salvezza! O Signore, facci prosperare!
Salmo 118, 25

È Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo
Filippesi 2, 13

I disegni di Dio se pur imperscrutabili, vanno nella direzione dell’amore, un Amore che ci rende liberi di agire, magari anche a discapito nostro, per nostra esclusiva responsabilità. 

Sì, perché una volta per sempre dovrebbe essere sfatato il mito che vede Dio come un gran burattinaio che ci muove come pedine su un intrigatissimo scacchiere.

Nella sua benevolenza Dio, una volta salvati, ci indica una strada da percorre: non peccare più (v. Gv. 8, 11), perdonare (v. Mt. 6, 14s e par.), praticare l’ospitalità (v. Rm. 12, 13), essere misericordiosi (v. Lc. 6, 31) e tanto altro ancora. Qui però sorge un dubbio… come faremo, piccoli esseri umani, a superare quell’egoismo che ci accompagna e rende difficile attuare tutto ciò, infatti, come sta scritto, siamo incapaci a fare il bene (v. Rm. 7, 18).

Prendiamo come modello Cristo e le Scritture, e, allo stesso tempo, invochiamo lo Spirito di Dio che ci abilita al bene e ci abilita a testimoniare al mondo l’Amore di Dio, rendendoci allo stesso tempo, credibili testimoni della Verità che fa liberi (v. Gv. 8, 32).

Ecco allora che potremo coniugare nelle nostre esistenze le parole dell’apostolo Paolo: «Perché (Dio benevolmente, secondo il suo disegno) ci offre la possibilità di essere irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale risplendete come astri nel mondo» (v. Fil. 2, 15). E così sia.

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