Il valore del pane e il pane della vita

Un teologo protestante sul primo numero della rivista «Pantagruel»

È sempre bello che nasca una nuova rivista culturale; un motivo in più, per averne una favorevole impressione, è che la rivista esca in coincidenza con la qualifica di Matera come “capitale europea della cultura” [https://riforma.it/it/articolo/2019/01/30/la-bellezza-di-una-citta]; un motivo ulteriore, poi, è vedere che a fianco ai testi di scrittori e critici, è contenuto nel primo volume di Pantagruel anche il testo di un teologo.

Dunque Elisabetta Sgarbi, già editor e direttore editoriale presso Bompiani, ha fondato da alcuni anni la casa editrice “La Nave di Teseo”, ma già in Bompiani, insieme allo scrittore troppo presto scomparso Pier Vittorio Tondelli, aveva fondato la rivista Panta, che, in numero monografici, affrontava temi che andavano dal cinema al calcio, dalla follia al sesso al denaro. Ora è sembrato naturale battezzare la nuova rivista con un nome che contenesse quello originario: così nasce Pantagruel, in omaggio al personaggio di Rabelais, e a Umberto Eco, che ne era appassionato estimatore.

Primo numero, dunque, dedicato a un tema: il tema di base, il pane. Alimento base, fonte di vita ma anche fonte di comunione tra le persone (il riferimento è a Enzo Bianchi), non solo in chiave religiosa. Attorno a Elisabetta Sgarbi, dunque, si riuniscono scrittori come Ivan e Roberto Cotroneo, Ermanno Cavazzoni (che riscrive in maniera creativa e un po’ irrivierente l’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci), Elena Loewenthal, Mariolina Venezia e altri ancora, ma anche fotografi, e scrittori-fotografi. In apertura la riproduzione di u quadro di Giorgio De Chirico, che mette in primo piano due forme del “pane ferrarese”. E Vincenzo Santochirico chiarisce che «“La terra del pane” è la terra della natura e della cultura, della storia e dell'umanità, delle speranze e delle delusioni, delle guerre e della pace (...), del sacro e del profano...».

Ma le sorprese non sono finite: il teologo di cui sopra è un teologo protestante doc come Eberhard Jüngel, luterano, presente anche nei cataloghi Claudiana-Paideia. Tema su cui si sofferma: il brano di Giovanni (6, 45-51: «Io sono il pane della vita...»). «Pregare per il pane quotidiano – scrive Jüngel – vuol dire anche pregare per tutto quello di cui abbiamo bisogno affinché la nostra vita rimanga nella stessa misura viva e umana o torni a esserlo». E ancora: «E così il pane quotidiano è diventato la quintessenza di ciò che la nostra vita terrena esige e di ciò che il padre in cielo ci concede». Sapendo che tutto ciò che è frutto della terra è transitorio: «I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti». Un pane diverso è quello che offre Gesù dicendo di essere il «pane della vita»: un pane di cui non ci si sazia mai. Non basta ricevere ogni giorno quello quotidiano: qui si tratta di ricevere Dio in Gesù Cristo, e questa sarà la vita eterna. Una rivista da seguire.

 * Pantagruel n. 0., La nave di Teseo editore, Milano,ottobre 2019, pp. 259, euro 19,00.