Catalunya, l'appello al dialogo della Chiesa evangelica spagnola

«A seguito delle pesanti condanne a danno dei leader del movimento indipendentista, deve emergere la volontà di costruire ponti»

Sono state pesantissime, fra i 9 e i 13 anni di carcere, le condanne inflitte dal Tribunale Supremo di Madrid ad alcuni dei leader dei movimenti indipendentisti che giusto due anni fa, era l’ottobre 2017, furono a capo delle proteste di piazza e fra i promotori del referendum e della conseguente dichiarazione d’indipendenza della Catalunya dal governo centrale. In conseguenza di quei fatti il Parlamento catalano venne sciolto. 

La Iee, la Chiesa evangelica spagnola, nella giornata di ieri ha dato alle stampe un comunicato che nel condannare ogni forma di violenza esprime vicinanza a tutti coloro che si battono per una società più equa. 

Ecco il testo prodotto dalla Commissione permanente della Iglesia Evangélica Española:

«L'Iee ritiene che la giustizia, come bene supremo, sia essenziale e decisiva nella manifestazione del regno di Dio, quindi la nostra lotta e il nostro lavoro saranno sempre a favore della costruzione sulle sue fondamenta del nuovo mondo inaugurato da Gesù Cristo.

Per tale motivo, di fronte alla sentenza emessa contro i leader politici e sociali della Catalogna, pur valutando che la legge è stata rispettata, riteniamo che essa non favorisca una soluzione equa al processo catalano. Riteniamo che sia necessaria una vera volontà politica per risolvere questo processo senza ingiustizia.

Per l'Iee, questa sentenza mostra il rischio che affrontiamo quando criminalizziamo le posizioni politiche e ideologiche, colpendo non solo la Catalogna, ma anche le libertà che possiamo vivere oggi sul nostro territorio, raggiunte con la lotta e il coinvolgimento di una società che ha compiuto duri sforzi e si è mobilitata per ottenerli.

La nostra chiesa sarà sempre favorevole ai processi di pace e mediazione, ma dotati questi della giustizia necessaria. La riconciliazione è la possibilità di ricostruire ponti e stabilire solide basi di dialogo che consentano alle persone di costruire una società giusta, dignitosa per tutti e libera. Per la Bibbia la giustizia non è solo il processo legale, ma il legittimo riconoscimento del desiderio di pienezza per tutte le parti.

Nonostante la risoluzione giudiziaria, il conflitto non è stato chiuso, la volontà di esprimersi in un referendum non è diminuita e la tensione è aumentata. L'espressione della volontà popolare non ha trovato modi semplici per esprimersi, e invece di costruire oggi stiamo distruggendo ancora di più i ponti che era necessario erigere.

La violenza e la ribellione emerse a seguito della sentenza della Corte Suprema mostra che il percorso politico e il dialogo erano gli unici possibili, e in questo scenario siamo preoccupati che non ci sia la volontà politica di stabilire percorsi di riconciliazione.

Abbiamo bisogno che ogni persona e ogni famiglia, come ogni popolo, possano esprimere le loro ragioni in pace.

Abbiamo bisogno della somma di tutte le volontà per trovare punti in comune più forti delle differenze e percorrere la strada di una diversità riconciliata.

Vogliamo esprimerci a favore del popolo catalano, in tutti i suoi aspetti politici e ideologici. Siamo con coloro che protestano e chiedono giustizia, che vanno ben oltre quelli che vogliono l'indipendenza, e anche accanto a coloro che, in un modo o nell'altro, soffrono anche della situazione politica che, come previsto, la risoluzione giudiziaria non ha potuto regolare.

Speriamo che le dinamiche che verranno imposte saranno superate a favore di futuri processi legati al consenso.

“Amore e verità si sono incontrate; la pace e la giustizia si sono baciate”(Salmo 85, 10)»

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