Capaci di ringraziare Dio

Un giorno una parola – commento a Efesini 5, 20

Giacobbe disse: «Andiamo a Betel; là farò un altare al Dio che mi esaudì nel giorno della mia angoscia e che è stato con me nel viaggio che ho fatto»
Genesi 35, 3

«Ringraziate continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo» 
Efesini 5, 20

Lo scorso anno nella comunità che servo, per mancanza di monitori, ho tenuto la scuola domenicale con un gruppetto di bambini di età diversa dai 4 ai 9 anni. Nei vari incontri durante l’anno abbiamo parlato della preghiera e, tra le varie tipologie, abbiamo affrontato la preghiera di ringraziamento. I bambini hanno subito compreso che i motivi per ringraziare Dio sono tantissimi, primo fra tutti quello di avere dei genitori che li amano. Quale sorpresa l’aver compreso che Dio è padre e madre di tutti e che quindi ogni cosa per cui lo ringraziamo in fondo non è solo nostra, ma può essere condivisa anche con gli altri! E così un bel giocattolo non è più un bene da tenere stretto solo per se stessi, ma un dono da condividere con gli altri bambini. E un abbraccio non è solo un gesto d’affetto ricevuto ma una dolcezza da riversare su chi ci sta accanto. Tutto questo è possibile però solo se siamo capaci di ringraziare continuamente, cioè riconoscere che nulla viene da noi, ma tutto ci è dato da Dio Padre. Ringraziare nel nome di Gesù continuamente e per ogni cosa ci disarma dal nostro egoismo e ci rende consapevoli del nostro essere figli e figlie di quel Padre che tutto, in Cristo, ci ha donato e continua a donarci. Amen!

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