Attuare politiche di deforestazione zero

È la richiesta fatta da otto vescovi anglicani sudamericani in un documento congiunto indirizzato ai governi internazionali per contrastare i cambiamenti climatici

Otto vescovi anglicani di cinque paesi sudamericani – Argentina, Bolivia, Paraguay, Perù e Uruguay – hanno rilasciato una dichiarazione congiunta nella quale chiedono ai governi internazionali di attuare con urgenza politiche di deforestazione zero a seguito delle devastazioni causate dagli incendi in Amazzonia.

I vescovi hanno descritto gli incendi come prova dell’«orgoglio umano e della disobbedienza contro il comandamento di Dio di essere amministratori della sua creazione».

Ciascun vescovo ha affermato che i loro membri di chiesa hanno visto bruciare case e distruggere la loro biodiversità, e hanno dichiarato: «Crediamo che senza un vero pentimento da parte di tutti noi, continueremo a pagare un prezzo enorme con catastrofi maggiori di quelle che abbiamo visto di recente nei nostri paesi».

La dichiarazione congiunta, rilasciata la scorsa settimana, chiede ai governi locali e internazionali di attuare una politica di deforestazione zero attraverso l’approvazione e il rispetto di leggi e programmi efficaci di protezione, azione e ripristino degli ecosistemi danneggiati e minacciati. 

«Chiediamo anche alle aziende e ai produttori – continua la dichiarazione – di riflettere sulle loro strategie di sfruttamento ed estrazione delle risorse naturali, e di cercare alternative più sostenibili. Infine, raccomandiamo a tutti gli abitanti del pianeta terra di adottare modalità e abitudini, che riducano la loro impronta di carbonio e arrechino meno danni al pianeta. Riteniamo che queste misure siano essenziali se vogliamo combattere i cambiamenti climatici e garantire la sopravvivenza di quei popoli che cercano di proteggere le loro terre ancestrali».

Esprimendo solidarietà alle proteste climatiche globali, i vescovi hanno affermato che è inaccettabile che gli interessi economici di un singolo paese causino la distruzione dell’ambiente dell’intero mondo o che gli interessi politici locali siano più importanti del futuro del pianeta.

«La nostra regione comprende tre dei paesi che hanno visto la più grande deforestazione nel mondo negli ultimi 10 anni. Questa attività umana sta interessando anche il Gran Chaco, il secondo più grande ecosistema forestale in Sud America dopo l’Amazzonia».

Riaffermando la dichiarazione sui cambiamenti climatici e il ruolo della Chiesa fatta a Lima nel maggio 2018, i vescovi hanno messo in evidenza le molte altre voci appartenenti a tutta la comunità cristiana che hanno espresso le stesse preoccupazioni, tra cui i vescovi anglicani in Brasile, il Papa Bergoglio, le Conferenze dei vescovi cattolici negli Stati Uniti e in America Latina, nonché le dichiarazioni e i documenti di Greenpeace, del Consiglio delle Chiese dell’America Latina, della Coalizione evangelica per la giustizia climatica, dell’Alleanza cristiana brasiliana e del Consiglio delle missioni unite (Argentina).

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