La storiografia del Battismo e della Riforma radicale

Sabato 28 settembre giornata di studio presso la libreria Claudiana di Milano, organizzata dalla Commissione permanente per lo studio della storia del Battismo dell’Ucebi

Sabato 28 settembre dalle 10 alle 17, presso la Sala attigua alla Libreria Claudiana, in via Francesco Sforza 12/a (Milano), si terrà una Giornata di studio su «La storiografia del Battismo e della Riforma radicale», organizzata dalla Commissione permanente per lo studio della storia del Battismo dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi), in collaborazione con il Centro culturale protestante (espressione delle chiese battiste, metodista e valdese di Milano). Al pastore battista Martin Ibarra, membro della Commissione, abbiamo chiesto il senso della giornata di studio.

«Con l’incontro di sabato cercheremo di fare il punto sulla storiografia battista. In particolare, il prof. Pietro Adamo, dell’Università di Torino, ci aiuterà a collocare il battismo all’interno del movimento separatista inglese, che è una delle fonti della nostra identità; mentre il prof. Martin Rothkegel, della Theologische Hochschule Elstal, parlerà degli sviluppi dell’anabattismo e dunque descriverà l’inserimento dei battisti all’interno della corrente della Riforma. Poi la relazione del prof. Massimo Rubboli presenterà come il Battismo è stato descritto nel mondo accademico italiano, avremo dunque la descrizione di quella che è la storiografia sui battisti dal punto di vista della cultura italiana. Personalmente tratterò la storiografia battista scritta dai battisti, partendo dal lavoro di Bellondi, di Landels, G. B. Taylor, D. G. Whittinghill fino ad arrivare ai nostri giorni (Ludovico Paschetto, Enrico Paschetto, E. Paschetto, F. Scaramuccia, P. Spanu, ecc…): l’intenzione è di vedere come la storia dei battisti è stata scritta attraverso saggi parziali o generali, monografie scritte su singole comunità o su temi specifici».

La Commissione storica, nata in preparazione delle celebrazioni dei 150 anni della presenza battista in Italia svoltesi nel 2013, continua il suo lavoro. Quali sono i compiti e gli obiettivi che si è data?

«Sin dall’inizio il Comitato esecutivo dell’Ucebi, che ha istituito la Commissione, l’ha immaginata come uno strumento al servizio del Comitato, degli altri organismi dell’Ucebi e soprattutto delle chiese locali, che promuova la conservazione della memoria dei battisti in Italia, che va coltivata, e che deve essere parte integrante della nostra vita come comunità. Inoltre, la Commissione è chiamata: a promuovere la creazione di archivi locali, a preparare persone che siano in grado di conservare le nostre memorie e a condividerle attraverso il nostro archivio presente nel Museo valdese di Torre Pellice (To), a diffondere le fonti battiste, a visitare le chiese locali per promuovere la conoscenza, lo studio e l’amore per la nostra storia. Infine la Commissione deve essere uno strumento che, insieme agli altri organismi operativi dell’Unione, promuova la scrittura e la conservazione delle nostre memorie storiche. Da qui nasce l’idea di avere una collana di Studi battisti quale strumento perché all’interno delle chiese e fuori di esse, la cultura italiana possa conoscere il Battismo e i battisti».

La Giornata di studio prevede nel pomeriggio proprio una tavola rotonda nella quale verranno presentati i primi testi facenti parte della collana “Studi battisti. Testi e documenti” (casa editrice GBU).

«Questa parte del programma è stata pensata di concerto con il Centro culturale protestante di Milano, vera e propria palestra di collaborazione battista, metodista e valdese, molto consolidata nel tempo, e attiva e conosciuta nella realtà cittadina. In particolare due persone del Centro culturale, Susanna Chiarenzi e Isabella Mica, porranno delle domande ai tre autori presenti: il sottoscritto (curatore di John Smith, Il marchio della bestia), Fabrizio Tartaro (curatore di Menno Simons, Fondamento della dottrina cristiana), e Raffaele Volpe (autore di Manuale di spiritualità anabattista. Giungere fino alle radici). L’idea è di interagire in maniera dinamica con il pubblico, che nella parte conclusiva dell’incontro sarà coinvolto in un gioco che consisterà nel leggere brani estrapolati dai tre libri e nel cercare di identificarne l’autore».

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