Una nuova Bibbia in francese corrente

Promossa dall’Alleanza biblica francese, la nuova versione risponde ai criteri di fedeltà, accessibilità ed interdenominazionalità

Sta per uscire una nuova versione della Bibbia in francese corrente. Lo comunica la Chiesa protestante unita di Francia (Epudf), annunciando la sua uscita il prossimo 20 settembre. Un «evento molto atteso», così è definito, non soltanto nel mondo della traduzione biblica ma in tutta l’area francofona.

Pubblicata per la prima volta nel 1982, la traduzione della Bibbia “in francese corrente” è stata rivista nel 1997, ed è una delle più diffuse e conosciute a livello mondiale, con un numero di copie vendute ogni anno che oscilla tra le 60.000 e le 150.000, cui si aggiungono decine di migliaia di copie del Nuovo Testamento. Su questa versione si basano le edizioni della Bibbia annotata e interlinea (greco ed ebraico) e progetti ecumenici come ZeBible, portato avanti dall’Alleanza biblica francese (insieme a diversi partner ecumenici, tra cui anche l’Epudf), che forniscono online una serie di materiali per scoprire e approfondire il testo biblico, in particolare con l’offerta di 159 percorsi tematici che si focalizzano su temi speficifi (per citare qualche titolo evocativo: “Mettersi a nudo…”, “L’ora della scelta”, “7 miliardi di persone… e io?”, “L’arte di Dio: creare la bellezza”).

Il nuovo progetto di traduzione in lingua corrente, curato anch’esso dall’Alleanza biblica francese, è stato realizzato a partire dal 2016, con l’obiettivo (si legge ancora nel comunicato dell’Epudf) «di continuare a trasmettere il messaggio della Bibbia in modo accessibile, pertinente e affidabile». La Bibbia in francese corrente, infatti, si legge ancora, aveva bisogno di una «attualizzazione approfondita, sia per allinearsi all’evoluzione della lingua francese sia per tener conto delle recenti scoperte degli specialisti (scoperte linguistiche che derivano spesso da ricerche archeologiche, che affinano la conoscenza del significato delle parole o delle strutture grammaticali)».

Allo stesso tempo, trattandosi di un progetto ecumenico, si trattava anche di dare voce alle differenze tra le varie chiese cristiane, e allo stesso tempo alle diverse anime della francofonia: per questo, i 57 revisori provengono da chiese e paesi diversi (Svizzera, Belgio, Canada, Repubblica democratica del Congo, oltre che ovviamente dalla Francia). 

Per essere pronti ad affrontare le sfide di oggi, il comitato di redazione ha tenuto conto di alcuni aspetti importanti: incoraggiare una traduzione più inclusiva e meno sessista, armonizzare la traduzione delle parole ricorrenti, modernizzare il vocabolario e le espressioni in modo da rendere il linguaggio più accessibile, semplificare le sovrainterpretazioni, pur mantenendosi fedeli in modo rigoroso ai testi originali.

Questi sono i criteri che guidano un lavoro analogo che si sta conducendo anche in Italia, vogliamo ricordarlo, con la “Bibbia italiana della Riforma”: un progetto avviato nel 2013 dalla Società biblica britannica e forestiera e dalla Società biblica in Italia (che dopo la chiusura della Sbbf nell’aprile 2018 ha assunto in toto l’operazione). L’”input” è stato dato dalla riflessione sul lascito della Riforma protestante nel contesto italiano, proprio in vista delle celebrazioni dei 500 anni della Riforma. Ed è infatti il 28 ottobre 2017 che è stata presentata la prima parte di lavoro, il Nuovo Testamento, mentre l’uscita della Bibbia completa è prevista entro il 2023, anche sulla base delle osservazioni di coloro che in questi anni stanno utilizzando il nuovo testo a livello personale e comunitario. La maggior parte delle chiese protestanti ha aderito al progetto (avventiste, battiste, valdesi e metodiste, luterane, pentecostali, Assemblea dei fratelli, Esercito della salvezza).

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