L’opera dello Spirito di Dio

Un giorno una parola – commento a Luca 2, 10

Ecco, io mando il mio messaggero, che spianerà la via davanti a me
Malachia 3, 1

L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà»
Luca 2, 10

Gesù nasce in una mangiatoia perché non si è trovato altro posto a Betlemme. La nascita di Gesù è avvolta in un cono d’ombra, senza splendore né gloria alcuna. La gloria del Signore risplendette attorno ai pastori, a loro l’angelo del Signore portò la buona notizia, i pastori videro la moltitudine dell’esercito celeste.

La mangiatoia anticipa la croce, anch’essa avvolta dalle tenebre. Com’era sola la famiglia di Gesù, allo stesso modo Gesù rimarrà da solo sulla croce. La gloria dell’angelo che risplende attorno ai pastori anticipa quello che accadrà ai discepoli. Maria Maddalena riconoscerà Gesù risorto quando egli la chiama per nome. I due discepoli che fuggivano verso Emmaus, riconosceranno Gesù quando egli spezza il pane davanti a loro. I discepoli nascosti nella casa proclameranno le grandi cose che Dio ha fatto quando lo Spirito scende su di loro a Pentecoste.

Senza l’opera dello Spirito di Dio, la nascita di Gesù rimane avvolta dalle tenebre della miseria. Senza lo Spirito, la croce è legno sul quale muore un uomo maledetto. Senza lo Spirito, la nostra è una storia terribile e spaventosa. Allora come oggi, lo Spirito di Dio risplende attorno a noi affinché riconosciamo nella mangiatoia di Betlemme e nella croce sul Golgota, cioè nell’umanità di Dio, il mezzo con il quale Dio ha vinto il potere della morte.

Immagine: Bernardo Cavallino, Natività, 1650 ca, (Wikipedia)

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