Capire Gesù attraverso le parole del profeta Isaia

Un giorno una parola – commento a Isaia 49, 8

Così parla il Signore: «Nel tempo della grazia io ti esaudirò, nel giorno della salvezza, ti aiuterò»

Isaia 49, 8

Egli è lo stesso Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano

Romani 10, 12

Grazie al profeta Isaia, la Chiesa cristiana ha capito Gesù. La sua morte infatti aveva sollevato delle gravi domande: se Gesù è il Messia d’Israele, perché non ha sconfitto l’invasore romano, il rappresentante dell’odioso dominio pagano? Perché Gesù è morto in modo così infamante, come uno schiavo ribelle secondo Roma, come un maledetto secondo la Legge?

Perché Gesù è il servo del Signore, colui che è stato disprezzato dagli uomini, familiare con la sofferenza. Gesù è colui che, dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, vedrà una discendenza. Così dice il profeta Isaia del servo del Signore, così la Chiesa ha capito e raccontato Gesù.

Gesù è la vite nella vigna d’Israele. Egli ha portato a compimento la missione del popolo sconfiggendo il potere del peccato e della morte. E lo ha fatto affrontando da solo Pilato, il rappresentante di Roma. Infatti, come aveva detto il sacerdote Caiafa, è meglio che un uomo solo muoia per tutto il popolo.

Isaia ci dà le parole per dire cosa significhi la morte di Gesù, ovvero la sua scelta, la scelta di Dio per affrontate il male, sconfiggerne il potere e riunire i figli e le figlie di Dio. Dopo la risurrezione di Gesù noi affermiamo che già oggi viviamo un’anticipazione della grazia e della salvezza di Dio. Ed è per questo che ogni nuovo giorno può essere vissuto con riconoscenza e con gioia. La vita, infatti non è destinata alla morte, ma alla risurrezione e alla vita eterna.

Immagine: Bartolomeo Gennari, Il Profeta Isaia (Collezione M – collezione privata, Wikipedia)

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