Guardare avanti

Un giorno una parola – commento a Ebrei 12, 3

Egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo?
Isaia 53, 8

Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo
Ebrei 12, 3

Il 16 agosto è morto Felice Gimondi: uno dei sette ciclisti al mondo ad avere vinto Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta, capace di imporsi in velocità e in salita. Gimondi è stato il grande antagonista di Eddy Merckx, detto “cannibale” per la sua fame di vittorie. Vittorio Adorni – amico, capitano e gregario di Gimondi – racconta di lui che non sapeva cosa fosse la fatica, né cosa significasse saper mollare. E fu proprio Adorni a regalare a Gimondi una vittoria su Merckx quando lo chiuse un po’ prima del traguardo. Già, perché per essere un campione ci vuole la stoffa, la tenacia e un grande gregario. 

Secondo la lettera agli Ebrei, ogni personaggio della Bibbia è un uomo o una donna che corre in avanti perché è certo delle promesse di Dio. Non importa se ricevi le cose promesse (molti di loro infatti non le hanno ricevute); quello che importa è che tu sappia guardare avanti come quei migranti che solcano i mari e attraversano le montagne desiderando una patria migliore. Anche Gesù è in questa schiera di testimoni.

Gesù ha sopportato la croce come un passaggio obbligato, come uno scollinamento – si direbbe in gergo – perché guardava a una gioia maggiore. Adesso è seduto alla destra di Dio. La parola di Dio ci invita a guardarci attorno e a riconoscere gli uomini e le donne che hanno saputo guardare avanti, rialzarsi, riprendere la corsa, nonostante le sconfitte e le smentite perché erano certi delle promesse di Dio, e Gesù è tra di essi. Sono i nostri grandi gregari, quelli che quando stai per mollare, per scendere dalla sella, ti tirano la volata e, se è necessario, stringono l’avversario affinché anche tu possa arrivare alla meta del Regno di Dio. 

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