Umiliarsi davanti al Signore

Un giorno una parola – commento a Giacomo 4, 10

Io sopporterò lo sdegno del Signore; perché ho peccato contro di lui

Michea 7, 9

Umiliatevi davanti al Signore, ed egli v’innalzerà

Giacomo 4, 10

La richiesta di umiliarmi mi fa sentire svalutato, posto in una condizione d’inferiorità che m’impedisce di accettarmi come una persona che, in qualche modo, ha trovato il proprio equilibrio.

Eppure, l’appello a umiliarmi mi riguarda, perché è il Signore a rivolgermelo. È quello stesso Signore che mi ha svelato che dove è il mio tesoro là il mio cuore. Proprio così: dove sono le mie passioni là troverò il mio portafogli; dove sono i miei interessi, là sarà la mia disponibilità al sacrificio. La richiesta di umiliarmi non mi è rivolta dal mio prossimo e neppure da me stesso, ma dal Signore che pretende da me una relazione esclusiva. O sono amico di Dio e nemico di tutto quello che mi allontana da lui, o al contrario mi allontano da Dio e allora la tristezza è vicina.

Il fastidio che l’imperativo di umiliarmi provoca, denuncia il mio animo doppio a causa del quale ho smarrito la direzione della mia esistenza; svela il mio cuore diviso che m’impedisce di decidere senza tentennamenti.

La buona notizia è che ce la possiamo fare. Possiamo avvicinarci a Dio a cominciare dal riconoscimento di tutti quei tesori che ci tengono lontani dall’evangelo, dalla gioia e dalla chiarezza spirituale che esso ci dona. Così, in modo molto concreto sperimenteremo cosa significa essere innalzati da Dio. 

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