Il momento della scelta

Un giorno una parola – commento a Giosué 24, 18

Anche noi serviremo il Signore, perché lui è il nostro Dio
Giosué 24, 18

Noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l’uno dell’altro. Avendo pertanto doni differenti secondo la grazia che ci è stata concessa
Romani 12, 5-6

Pochi versetti prima di quelli riportati dal Lezionario Un giorno una parola per la giornata di oggi, Giosuè pone al popolo una domanda: “Scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il Signore” (v. 15)La risposta è: Noi serviremo il Signore.

Dopo tanto cammino, tante lotte e fatiche, dopo tanti momenti di gioia e tante angosce, Israele vive un momento insieme difficile e privilegiato: il momento della scelta. Un momento difficile, perché fare una scelta, prendere una decisione è sempre difficile: decidere significa tagliareseparare, perché si tratta ogni volta di prendere una cosa e di lasciarne un’altra. E chi mi dice che prendo la cosa giusta? Chi mi garantisce che non sto sbagliando? La scelta è sempre rischiosa: solo il futuro potrà dirmi se ho fatto bene o no. Ma il futuro quando scelgo non c’è ancora, e non può darmi una mano né un consiglio…

Il momento rischioso della scelta è anche sempre un momento privilegiato: è il momento in cui ho intatte davanti a me tutte le possibilità, tutte le strade aperte e percorribili. Un momento di inizio di qualcosa di nuovo, in qualche modo un momento creativo per costruire me stessa e la mia sorte…

Da donne e uomini liberati dalla grazia di Cristo, ogni giorno come Israele siamo chiamate a fare/rinnovare la nostra scelta della vita, a ribadire chiaramente la nostra scelta in Dio perché sia lui e sempre lui il nostro Dio, colui che Cristo ci ha rivelato e non l’idolo che abbiamo servito ieri, o che potremmo servire domani, ma sempre e ancora il nostro Dio, il liberatore: l’unico Signore della salvezza.

Così è importante fare sosta, ascoltare e parlare, e ribadire la nostra scelta, dichiarare gli uni alle altre, come il popolo ha risposto a Giosuè: “Il Signore, il nostro Dio, è quello che serviremo, e alla sua voce ubbidiremo!”. 

Sempre e di nuovo il Signore ci dona l’opportunità e l’obbligo di una scelta, perché Lui è il nostro Dio.

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