La volontà di Dio per noi

Un giorno una parola – commento a Luca 22, 42

Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo di accettare il male?
Giobbe 2, 10

Gesù pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta»
Luca 22, 42

Avere a che fare con la sofferenza non piace a nessuno. Nessuno vorrebbe conoscere la malattia, viverla personalmente.

Eppure ne siamo confrontati ogni giorno e in modi diversi. Il credente spesso di fronte alla sofferenza fisica, spirituale, emotiva, sociale si aiuta recitando, ripetendo a se stesso o ricordando alla sorella o al fratello le parole che Gesù pronunciò nel giardino del Getsemani, che dovrebbero dare conforto e forza. Si ripetono come espressione di rassegnazione, come se la volontà di Dio fosse, in un qualche modo, legata a quella malattia, a quella situazione, a quella data dinamica che crea sofferenza. Ma questo dio, un dio che sembra trovare piacere o addirittura che sia il fautore del male, non è il Dio che Cristo Gesù è venuto ad annunciare. Il Dio di Gesù Cristo è un Dio che non vuole il male. La verità è, piuttosto, che Dio soffre talmente del nostro male che non ha saputo resistere ed è venuto a soffrire insieme a noi. Dio non permette il male; lotta con tutte le sue forze contro il male. Dio ispira tutti coloro che lottano contro il male, che cercano di lenire il male, di liberare l’umanità dal male.

La volontà di Dio si è resa manifesta in Cristo, nell’amore di Cristo Gesù, un amore che sa lasciarsi uccidere senza morire. L’amore che sa risorgere. L’amore che si incarna nel corpo di Cristo. L’amore che vince il male. Per favore di fronte alla sofferenza, al male in tutte le sue forme, o di fronte alla morte, non diciamo più a Dio “Sia fatta la tua volontà” come se quella fosse la sua volontà. In preghiera diciamo piuttosto: «Signore, anche in questa condizione in cui mi trovo, voglio conoscere e fare la tua volontà come meglio posso.

Chiedo a Te la forza di sopportare il dolore e, insieme, la capacità di servirti nella sofferenza, perché la tua volontà è ciò che dà senso a questa mia vita. Amen».

Foto: Giambattista Tiepolo, Cristo nei Getsemani, Venezia, S. Maria degli Scalzi

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