Conclusione del progetto Happy English a Norcia

di Celi

Il venerdì pomeriggio, nel Comune ancora alle prese con il lento posto terremoto, arrivano i corsi di inglese finanziati dai luterani italiani

In una città fantasma, che in tre anni non ha perso niente della desolazione, della polvere, degli scheletri che una volta erano case, chiese, scuole e infrastrutture varie, questo piccolo progetto porta da due anni momenti di serenità, di allegria e di speranza in un futuro diverso. Sabato 15 giugno tutti i partecipanti hanno festeggiato insieme e i bambini hanno dimostrato a genitori, alle persone interessate di Norcia e alle due rappresentanti della Chiesa Evangelica-Luterana (Celi) arrivate da Roma, quanto hanno imparato in questo anno.

Canzoncine, un pezzo di teatro, ma soprattutto gli occhi raggianti dei bambini hanno fatto capire che anche poco può fare tanto, e anche poco può portare speranza nei container dove il futuro sembra già finito prima di cominciare. La festa si è svolta nel pomeriggio nella sala affittata dalla pro-loco di Norcia e alla fine bambini e genitori si sono congedati da Daniela Barbuscia, responsabile Diaconia della Celi e da Gertrud Wiedmer, referente Diaconia della Comunità luterana di Roma con la certezza che dopo l’estate potranno ritrovarsi per le lezioni e i giochi in inglese, perché questo è stato uno dei regali che Barbuscia e Wiedmer hanno portato: la promessa che il progetto continuerà anche nel prossimo anno scolastico.

L’altro regalo è stato una borraccia in metallo per ogni bambino (che dovrà sostituirsi alle bottigliette di acqua in plastica), la stessa che è stata distribuita anche ai partecipanti e agli ospiti del sinodo della CELI nell’aprile scorso per confermare e sottolineare l’impegno della Celi nella salvaguardia dell’ambiente.

Di seguito le impressioni di Daniela Barbuscia e Gertrud Wiedmer subito dopo il loro ritorno nella capitale, con ancora davanti agli occhi i sorrisi felici e fieri dei bambini alle prese con l’inglese. Daniela Barbuscia: «È stato un pomeriggio straordinario! I bambini, insieme alle loro famiglie, hanno realizzato una recita in inglese, canti… e, in allegria, ci siamo salutati dandoci appuntamento all’anno prossimo. I bambini ci hanno regalato i loro pensieri e ringraziamenti…I bambini hanno ricevuto il loro attestato di partecipazione e una borraccia in regalo. Un regalo particolare, che aveva il fine di dare loro un messaggio importante: di prestare attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e di rispettare il nostro pianeta cominciando dalle piccole cose, come per esempio limitare la plastica che inquina. Sia gli adulti sia i bambini (che il prossimo settembre andranno in terza elementare), ci hanno ringraziato perché questa attività per loro è molto importante. Tutti i venerdì si incontrano per il corso dove si divertono moltissimo. Hanno imparato tante paroline in modo giocoso e divertente. È un’attività che coinvolge in prima persona le famiglie, è aggregante e dà loro molta forza. Purtroppo le cose a Norcia e dintorni non vanno bene. È tutto fermo! Molte famiglie vivono ancora nei moduli abitativi e sono sempre in attesa di ritornare nelle loro case. L’inverno è stato rigido e l’estate si preannuncia come un inferno.Gli incontri del venerdì per il corso li tiene uniti, sono tutti molto affiatati e partecipativi; si aiutano fra loro! Che dire… ci hanno ringraziato per aver reso possibile questo per il secondo anno consecutivo. Quando ho reso nota l’intenzione della Chiesa Luterana di voler continuare a sostenerli per il prossimo anno erano felici e commossi e per noi è stato altrettanto commovente leggere nei loro occhi e nei loro sorrisi tanta riconoscenza! Il loro grazie è stato forte e sentito perché tre anni fa, subito dopo il terremoto, dopo i primi aiuti, figli dell’emergenza, si sono sentiti lasciati soli. La Chiesa Luterana è stata presente nel momento dell’emergenza, ha continuato a sostenerli e continuerà anche il prossimo anno! Per questa attenzione adulti e bambini ringraziano di cuore le Comunità luterane tutte». 

Gertrud Wiedmer: «Hanno sgomberato il centro di Norcia dai detriti e sono riusciti ad aprire anche qualche piccolo spaccio per vendere salumeria e altre specialità tipiche. La basilica di San Benedetto, una volta il vanto di questa piccola città in Umbria, è lo stesso triste ammasso di pietre dell’anno scorso. Ci vorranno anni per la ricostruzione. Le famiglie abitano sempre nei cosiddetti moduli. Faticano a credere nel futuro, in tanti pensano di abbandonare la loro terra. I nostri amici del progetto Happy English fanno di tutto per organizzare dei momenti che distraggano per un po’ i bambini, almeno per il tempo che sono lì, dediti ad imparare questa lingua così importante. Il pezzo teatrale presentato dai bambini, Cappuccetto rosso in inglese, ci ha davvero commosso. Un progetto piccolo, ma di grande impatto!».

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