Lasciarsi modellare dal Signore

Un giorno una parola – commento a Giobbe 28, 28

Ecco, temere il Signore, questa è saggezza; fuggire il male è intelligenza
Giobbe 28, 28

Dio ci ha chiamati a vivere in pace
I Corinzi 7, 15

Con il versetto 28 giungiamo alla fine di quel capitolo con cui nel libro di Giobbe viene trattato specificamente il tema della saggezza. Lo scrittore si è chiesto a più riprese, dove trovarla. Ha esplorato in lungo e in largo molteplici possibilità. Alla fine, non già per disperazione ma per conclusione ponderata, afferma che “temere il Signore è saggezza”. Viene, dunque, detto che per trovare la saggezza non occorre intraprendere lunghe ricerche o lunghi studi. Essa è a portata di mano di tutti, piccoli e grandi, senza distinzione, perché sta nel timore del Signore.

A molti non piace la parola timore e, forse, per questo si allontanano dal Signore e vanno a cercare qualcuno o qualcosa che si lasci avvicinare con più superficialità, con meno impegno. Senza dubbio molta predicazione ha sfruttato a più non posso il concetto di timore. Lo ha fatto perché quel concetto si sposa bene con l’autoritarismo che ha fatto gola a molti capi religiosi. Giocando sul concetto di timore del Signore si è esercitato uno stretto controllo sulle libertà delle persone, sui loro comportamenti, dalla nascita al funerale, sui loro orientamenti e sulle loro preferenze. Così facendo oggi si assiste a una fuga dal Signore, perché si scambia per volontà di Dio l’autoritarismo e il conservatorismo delle chiese.

Occorre accostarsi al Signore non come a un sovrano arcigno, sempre pronto a colpire e punire, ma come ci si accosta a una persona che ci ama e che possiamo amare senza paura. La figura di Dio padre o madre, sempre pronta ad accogliere i suoi figli e le sue figlie, pronta a proteggerli e a consolarli è il modello che ci viene proposto in molteplici passi biblici e nel comportamento di Gesù. Lì sta la saggezza, lasciarsi modellare dal Signore che ama le sue creature e le riconcilia a sé.

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