L’opera salvifica di Dio

Un giorno una parola – commento a Romani 8, 37

Il Signore combatterà per voi e voi ve ne starete tranquilli
Esodo 14, 14

In tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati
Romani 8, 37

Ben chiara per l’apostolo Paolo è la condizione in cui vivono i suoi lettori. Egli ricorda il gemito e il travaglio della natura con un discorso anticipatore della sensibilità moderna in campo ecologico, che non lascia indifferenti ne fa sconti ai figli e alle figlie di Dio. Pure loro sono in travaglio anche per una serie di conflitti che sperimentano nel loro ambiente e nella propria carne, nel proprio corpo. Si può dire che siamo aggrediti dall’esterno e dall’interno, dagli elementi fisici e da quelli spirituali (psicologici?), da quelli naturali e da quelli che venivano visti come soprannaturali. 

Ma, c’è un ma. Senza nascondersi la realtà che ci aggredisce da tutte le parti, Paolo afferma con baldanza che siamo più che vincitori. Egli si affretta a precisare che questa vittoria non è frutto della nostra capacità né della nostra astuzia, ma ci è data per la forza (virtù) di “colui che ci ha amati”. L’opera salvifica che Dio realizza in Cristo ci fa essere vincitori, anzi più che vincitori. È una salvezza donata, che non viene rimandata a tempi futuri, ma viene annunciata, se non come presente, almeno come prossima.

Vi è una forza non comune in questo annuncio che sottolinea l’amore di Dio per le sue creature tutte e il creato, e che ci fa essere vincitori di fronte a tutte le aggressioni che tentano di atterrarci. Dio è con noi come difesa, come sostegno per il nostro animo. Per quanti nemici possiamo affrontare, Dio ci difende. Per quante malattie possano colpirci, Dio ci guarisce. Per quante contrarietà potranno venirci addosso, Dio ci fa essere più che vincitori, perché il suo amore per noi non può essere sconfitto.

 

Immagine: Gesù Cristo con serafini e angeli, Cattedrale di Cefalù, Sicilia (Italia)

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