Davanti a Dio a mani vuote

Un giorno una parola – commento a Lamentazioni 5, 21

Facci tornare a te, o Signore, e noi torneremo! Ridonaci dei giorni come quelli di un tempo!
Lamentazioni 5, 21

Gesù dice: «Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, lo Spirito della verità»
Giovanni 14, 16-17

È una preghiera struggente quella che qui leggiamo in Lamentazioni. Rivela completa dipendenza e fiducia nella volontà di Dio e nell’azione che Dio vorrà intraprendere per restaurare il suo popolo nella condizione di prima, che viene ricordata come un tempo splendido. L’intensità della preghiera si coglie in tutta la sua portata considerando che chi parla vive in un tempo estremamente drammatico per Israele: è il tempo della devastazione di Gerusalemme, della distruzione e profanazione del tempio, delle violenze contro donne e anziani, della deportazione in terra straniera. 

Il credente che prega non maledice Dio per il male che subisce e che avviene sotto i suoi occhi. Sarebbe il massimo dell’empietà. Per il credente Dio rimane l’unica ancora di salvezza e di speranza persino in tempi di grande dolore. Egli riconosce davanti a Dio le proprie responsabilità, le scelte etiche e politiche sbagliate, le violenze compiute, gli accordi internazionali fasulli e deludenti, l’idolatria traviante in cui tutti hanno camminato. Non chiede sconti. Non incolpa “l’altro”, individuo o istituzione che sia. Invece, si presenta davanti a Dio a mani vuote, come chi non ha nulla da dare o da mercanteggiare, ma ha solo da chiedere con estrema umiltà e fiducia.

Oggi faccio mia questa preghiera per le centinaia di uomini e donne costrette all’emigrazione da ogni continente. Anche queste persone hanno conosciuto lo sradicamento, hanno visto e subito violenze, sono stati depredati dei loro averi e dei loro sogni, condotti in un paese straniero dove non sono cittadini, ma, purtroppo, numeri mal tollerati. Prego per loro perché possano rientrare nei loro paesi e godere della bellezza della loro terra, dell’affetto dei loro cari e finalmente vivere in pace sul loro suolo.

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