La fede è certezza di vita davanti alla morte

Un giorno una parola – Commento al Salmo 16, 10

Tu non abbandonerai l’anima mia in potere della morte, né permetterai che il tuo santo subisca la decomposizione
Salmo 16, 10

Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro
Ebrei 7, 25

Il grande salmista ci vuole parlare della fede in Dio e ne parla non nell’ambito di un dibattito accademico, ma all’interno delle vicende umane, segnate sia dalla gioia sia dalla sofferenza mortale. Il cammino della nostra vita deve essere percorso dopo aver imparato veramente a vivere e non ad accatastare opere su opere fatte di vanità. Chi può mostrarci o insegnarci il sentiero della vita?

Il credente possiede la risposta, una vera risposta: Dio è al nostro fianco e ogni giorno ci offre il suo dono di amore per camminare e per produrre frutti gustosi di pace e allegrezza. Dare fiducia al Signore è la decisione più importante ed essenziale per vivere e per affrontare anche il vero nostro nemico: la morte.

Nel Salmo la morte cede il posto alla pienezza di una vita che deriva dalla comunione con Dio. La fede diviene certezza di vita davanti alla morte, e la stessa fede rende possibile che la morte e gli inferi non siano più ostacoli per avere la comunione con il Signore.

Il pastore Dietrich Bonhoeffer, con queste parole, manifestava la sua fede in Dio nel tempo della prigionia e della tribolazione:

Uomini vanno a Dio nella loro tribolazione,

piangono per aiuto, chiedono felicità e pane,

salvezza dalla malattia, dalla colpa, dalla morte.

Così fanno tutti, tutti, cristiani e pagani.

[...]

Dio va a tutti gli uomini nella loro tribolazione,

sazia il corpo e l’anima del suo pane,

muore in croce per cristiani e pagani

e a questi e a quelli perdona.

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