Battisti e libertà religiosa

Un questionario rivolto alle chiese italiane in vista della revisione periodica delle Nazioni Unite

«Alla luce della legislazione sempre più restrittiva applicata da alcuni Stati membro dell’Unione Europea in materia di libertà religiosa, la Federazione battista europea (Ebf) ha predisposto un questionario sulla libertà religiosa da diffondere nelle chiese» rende noto Giovanni Arcidiacono, presidente dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi), in una circolare. Segue una richiesta alle assemblee di chiesa di partecipare alla ricerca. Le risposte saranno sintetizzate e raccolte in un unico modulo, che sarà poi inviato all’Ebf in forma anonima.

«Circa il 77% della popolazione mondiale vive in contesti in cui le libertà religiose sono limitate – scrive l’Ebf nel primo di una serie di articoli sul tema –. Come battisti abbiamo una lunga storia nella difesa dei diritti religiosi di tutte le persone, in base alle nostre convinzioni cristiane. Siamo impegnati in questo lavoro a livello regionale e internazionale». I battisti europei stanno conducendo una ricerca negli stati membri dell’Ebf, anche in vista della Universal Periodic Review (Upr). L’Upr è un processo delle Nazioni Unite attraverso il quale, ogni 5 anni, ciascuno dei 192 paesi aderenti conduce una valutazione sullo stato dei diritti umani e sulle azioni migliorative in ottemperanza agli obblighi in materia. L’Upr è uno strumento chiave per far sì che gli stati si assumano la responsabilità nel rispettare e implementare i diritti umani e le libertà fondamentali, anche denunciando eventuali violazioni in sinergia con i diversi attori sociali, organizzazioni non governative, associazioni laiche e religiose.

«La libertà di religione o di credo è un diritto umano sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani» scrivono i referenti dell’Ebf. Il 4 novembre 2019 l’Italia discuterà il suo rapporto nella 34^ sessione Upr e l’intenzione dei battisti europei è di redigere una relazione sullo stato della libertà religiosa in Italia. Il questionario Ebf approfondisce le esperienze e le preoccupazioni su questo specifico diritto, analizzando anche eventuali casi di discriminazione, le relative leggi, la possibilità di esprimere la propria fede in pubblico, i rapporti fra società e comunità religiose e il tema della conversione.

Nell’articolo citato, Ebf fa riferimento anche alle 7 dimensioni della libertà di religioneo di credo proposte dalla Stefanus Alliance International, organizzazione cristiana per la libertà religiosa e per i diritti umani: la libertà di avere, scegliere e cambiare una religione o convinzione; il diritto di praticare e vivere la propria fede o religione; la libertà dalla coercizione ad adottare o rinunciare a un credo; la libertà dalla discriminazione nell’istruzione, nel lavoro e nell’assistenza sanitaria; i diritti dei genitori e dell’infanzia all’educazione  in conformità con la propria religione o ideali; i diritti al riconoscimento giuridico anche in ambito patrimoniale; il diritto all’obiezione di coscienza fra cui il diritto di rifiutare il servizio militare se in conflitto con le proprie credenze religiose.

Per ulteriori informazioni: ucebi@ucebi.it