L’unione fa la forza

Decisa la fusione dell’Entraide protestante suisse e di Pain pour le prochain, due organizzazioni nate all’interno della Federazione delle chiese protestanti svizzere e impegnate in vari paesi del mondo

Un paio di settimane fa avevamo parlato del ridimensionamento dell’Entraide protestante svizzera per fare fronte a una situazione economica non favorevole.

Arriva ora, con un comunicato stampa diffuso pochi giorni fa, la notizia di un percorso comune avviato con Pain pour le prochain, altra ong protestante svizzera fondata anch’essa all’interno della Feps, la Federazione delle chiese protestanti svizzere e impegnata in diverse parti del mondo e in vari settori, dalla tutela dell’ambiente (clima, sviluppo sostenibile, consumo responsabile…) ai diritti umani, in particolare per «una transizione verso nuovi modelli agricoli ed economici», favorendo un maggior rispetto delle risorse naturali e dei diritti umani, e una riflessione da un punto di vista sia politico che spirituale.

Peraltro l’Entraide era già uno dei partner di Pain pour le prochain, insieme a DM-échange et mission, altro servizio protestante con base nella Svizzera francofona e promotore di progetti di sviluppo con le chiese del ”sud del mondo”, e Mission21, agenzia missionaria di Basilea.

Ora i rapporti tra le due organizzazioni si faranno ancora più stretti: il progetto di collaborazione, avviato nella sua fase preliminare lo scorso ottobre, prevede la loro fusione, «per rafforzare la loro posizione in un contesto sempre più concorrenziale e al tempo stesso per ottimizzare l’impatto delle loro attività in Svizzera e all’estero». L’obiettivo della fusione, che dovrebbe diventare effettiva al più tardi nel 2021, sarà realizzare «sinergie vantaggiose e dare origine a un’organizzazione innovativa e competitiva».

Non è la prima volta che si parla di un avvicinamento tra le due organizzazioni, si legge nel comunicato stampa: negli ultimi trent’anni questo è avvenuto più volte, ma ora sembra giunto il tempo propizio per un passo deciso. Un gruppo di lavoro, con rappresentanti delle due opere, ha esaminato diversi scenari, consultando persone coinvolte nell’azione delle due organizzazioni, affrontando in particolare alcune questioni: la complementarietà delle due opere, le visioni condivise, gli aspetti finanziati (come abbiamo visto, rilevanti negli ultimi mesi per l’Entraide al punto da richiedere un nuovo assetto), l’elaborazione di una governance e di una cultura d’impresa comuni.

Dopo la fase esplorativa, i due consigli hanno deciso per la fusione, rispettivamente il 29 marzo e il 5 aprile: in un primo tempo rimarranno le due denominazioni, poi la nuova organizzazione avrà sede a Zurigo ma le sedi attuali di Berna e Losanna continueranno a esistere, così come proseguirà la collaborazione ecumenica con Action de Carême. Si prevede una moderata riduzione del personale, ma si cercherà di contenere le fluttuazioni nei prossimi due anni. Per il momento sono ancora da definire la struttura operativa, la strategia e la forma giuridica della nuova organizzazione.

 

Foto via Istock

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