Contro i tagli dei fondi Usa ai paesi dell'America centrale

Critiche dalle chiese alla politica statunitense volta a penalizzare i governi accusati di non fermare i flussi migratori

Nei giorni in cui leader di chiesa e organizzazioni ecumeniche erano riuniti in Guatemala per tentare di combattere le cause profonde della migrazione, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato il progetto di chiusura  degli aiuti umanitari rivolti ai paesi più poveri dell'America centrale, con un taglio di centinaia di milioni di dollari fino ad oggi dedicati all’ assistenza in Guatemala, Honduras e El Salvador; la scelta è motivata come una reazione all’impennata di migranti in cerca di asilo che si sono in questi mesi spostati verso gli Stati Uniti e all’inerzia dei governi locali nell’affrontare il tema

«Il taglio degli aiuti ai paesi più poveri avrà senza dubbio l'effetto di aumentare, non di diminuire, il numero di persone costrette a fuggire dai loro paesi di origine e costrette dunque a migrare», ha raccontato la pastora Mary Schaller Blaufuss, alla guida del servizio sociale dell'Ucc, la Chiesa unita di Cristo. Rilveando che le ingiustizie economiche e ambientali sono le cause alla radice della migrazione, Blaufuss ha detto che «tagliare gli aiuti alle organizzazioni in America centrale che lavorano per aiutare le persone a migliorare le proprie condizioni di è controproducente».

Blaufuss ha rappresentato l'Ucc alla ACT Alliance Global Conference su America Latina e Caraibi, dal 27 al 29 marzo. La riunione  ha messo insieme 50 persone provenienti da 21 paesi, e riguardava proprio la possibilità per i membri di lavorare insieme per affrontare le questioni critiche nella regione. 

«Questa conferenza ha permesso ai membri di tutte le parti dell'America Latina e dei Caraibi di comprendere che le singole situazioni hanno in realtà molti punti in comune fra loro, e molte sono le azioni che si potrebbero metter in atto a beneficio di un largo numero di persone», ha aggiunta la pastora Blaufuss. 

I paesi della regione - Venezuela, Brasile, Nicaragua, Guatemala, Honduras, Colombia e Haiti - stanno vivendo un aumento delle crisi sociali, politiche ed economiche.

«Avendo vissuto con conflitti e violenze locali per generazioni, le persone nell'America centrale hanno così poca stabilità da non essere in grado di fare piani per il loro futuro. Questa continua formazione che viene messa in atto per i pastori delle chiese locali consente loro di utilizzare strumenti psicosociali in tutte le loro interazioni con le comunità in maniera tale da rappresentare un vero supporto per i bisognosi». 

L'appartenenza a ACT Alliance offre all'Ucc un raggio d'azione ancora maggiore per essere attivo in queste situazioni di emergenza - nel posto giusto al momento giusto. «I fondi che i vari membri affidano a Act Alliance stanno sostenendo chiese in tutto il Messico, Honduras, Guatemala e El Salvador, chiese che stanno proteggendo le persone che fuggono dai loro paesi».

«Dobbiamo essere profetici e avere il coraggio di promuovere politiche e programmi inclusivi», ha dichiarato Rudelmar Bueno de Faria, Segretario Generale di Act Alliance. «Le sfide che stiamo affrontando nella regione richiedono strategie adeguate e azioni concertate per sostenere i diritti umani e lo stato di diritto».

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