Il razzismo non è una novità

Xenofobia e comportamenti sociali discriminatori e violenti risalgono a ben prima dell’inizio dell’attuale legislatura

«Un nuovo sgombero, quello dell’ex Canapificio di Caserta, una delle esperienze di accoglienza e inclusione sociale più vitali e creative messe in campo nel nostro paese, è avvenuto nei giorni scorsi. Il centro sociale gestiva un progetto Sprar che ospitava in appartamenti 200 rifugiati; nei capannoni sgomberati operava uno sportello legale e un servizio per richiedere il cosiddetto reddito di cittadinanza. La campagna di criminalizzazione della solidarietà non si ferma e torna a colpire un altro spazio sociale simbolo scomodo, perché dimostra che, volendo, l’accoglienza e l’inclusione si possono fare. Ma un’altra scadenza elettorale è alle porte è c’è chi ha bisogno di continuare a mostrare il pugno di ferro», questo è l’incipit del Rapporto 2018 appena pubblicato da Lunaria e disponibile sul sito Cronache di ordinario razzismo–  portale d’informazione, approfondimento e comunicazione dedicato al fenomeno del razzismo. 

«Il nostro ruolo – si legge nel rapporto – è raccontare e denunciare l’evoluzione del razzismo quotidiano per renderlo visibile e attivare forme di sensibilizzazione, di solidarietà e di tutela». 

Nelle ultime settimane il dibattito pubblico è tornato a soffermarsi su due fatti gravi: l’offesa violenta contro Bakari, giovane nato in Senegal e adottato da una famiglia di Melegnano e l’umiliazione subita in classe da un bambino nigeriano nel corso di quella che il maestro ha definito una «sperimentazione didattica»a Foligno. 

La lente che guarda il dibattito pubblico ostile e violento e le violenze che colpiscono con particolare accanimento i migranti, i richiedenti asilo, i rifugiati e la popolazione romanì, tende spesso a concentrarsi sul presente, tutt’al più sul passato prossimo e cerca supporto nei dati disponibili, interpretandoli spesso in modo non corretto: «un conto è parlare di segnalazioni e un conto è parlare di denunce. Da qui – afferma il rapporto – la scelta di proporre una lettura di sintesi del 2018, ricordando che è difficile comprendere l’oggi senza guardare a ciò che è successo negli ultimi decenni nella società italiana». 

Tra il primo gennaio e il 31 dicembre del 2018 sono stati 628 i casi di violenza verbale e fisica, i danni alla proprietà e le discriminazioni di matrice xenofobao razzista conferma il Rapporto elencando nomi, date e fatti. 

Segnalazioni pervenute a Lunaria da parte delle vittime, dei testimoni, da altre associazioni, rinvenute sul web, o documentate attraverso le notizie pubblicate dalla stampa. 

In gran parte si è trattato di violenze verbali400 casi), mentre 126 sono state le violenze fisiche contro le persone, 29 i danneggiamenti alle proprietà (che vanno dalle devastazioni agli incendi), e 73 i casi di discriminazione.

Eppure, come rileva un grafico, gli atteggiamenti razzisti si susseguono da anni: un picco è stato registrato nel 2009 con 129 violenze fisiche rivolte alle persone; e nel 2018 è evidente l’altro picco, dove sono 126 le violenze.

Il discorso razzista sui media assume forme diverse. Alcuni siti e quotidiani riservano un’attenzione ossessiva al fenomeno rilanciando casi di cronaca nei quali i cittadini stranieri «giocano spesso la parte del cattivo»alimentando l’equivalenza più stranieri = più criminalità. 

«Un’equivalenza che i dati disponibili non giustificano in nessun modo». O quando si utilizza un frammento di notizia «per manipolarla, stiracchiarla o deformarla fino a farla diventare falsa […] come la campagna di aggressione alle Ong, che soccorrono i migranti che attraversano il mare su gommoni e imbarcazioni di fortuna».

«La verità – conclude il rapporto –, è che documentare e raccontare il razzismo quotidiano richiederebbe un’attenzione costante, supportata dalla memoria e rivolta alla ricerca delle sfaccettature che esso assume nelle diverse dimensioni della vita pubblica, sociale e istituzionale, spesso in modo subdolo o indiretto. Non c’è solo il razzismo ostentato sui social dei picchiatori di gruppo o degli sparatori solitari. Ci sono le discriminazioni ordinarie compiute negli uffici dei Comuni, sui luoghi di lavoro, nei servizi pubblici. Le facili semplificazioni o le rappresentazioni sensazionalistiche non aiutano a comprenderle, né a contrastarle in modo efficace».

Lunaria è un'Associazione di promozione sociale senza fini di lucro, laica, indipendente e autonoma dai partiti fondata nel 1992. 

 

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