Per una Quaresima più verde

Fare a meno di una (cattiva) abitudine è il primo passo per aiutare l’ambiente: una iniziativa della Rete per l’ambiente della Comunione anglicana

Il tempo della Quaresima, che in molte chiese cristiane indica le circa sette settimane che precedono la Pasqua, negli ultimi anni è diventato sempre più ecologico. Il motto “sette settimane senza”, per esempio, adottato dall’Ekd, Chiesa evangelica in Germania (ne avevamo parlato qui lo scorso anno) per un’iniziativa che implica la personale rinuncia a una serie di abitudini più o meno cattive (sigarette, caffè,…) si adatta perfettamente alla scelta di stili di vita più eco-compatibili che sta alla base di diverse altre iniziative: diminuzione o rinuncia dell’uso dell’auto, del consumo di carne, della plastica…

Tanti piccoli comportamenti su cui per esempio hanno puntato le chiese inglesi del Joint Public Issues Team (Jpit): United Reformed Church (Urc), Baptist Union of Great Britain, Church of Scotland e Methodist Church, nel loro Living Lent, come abbiamo scritto qui. Abbassamento dei consumi di energia, scelta di cibi prodotti localmente, riduzione dei consumi di materie prime, sono altri obiettivi proposti.

Indubbiamente, sono ricorrenti i due grandi temi che nelle ultime settimane sono stati al centro dell’attenzione: il cambiamento climatico e la presenza di plastiche e microplastiche in ogni ambiente, fino negli organismi viventi.

Sul primo punto avevamo parlato dell’iniziativa della Germania adottata da undici chiese evangeliche regionali e tre diocesi cattoliche; riguardo al secondo, merita segnalare un’iniziativa del mondo anglicano, che attraverso la Rete per l’ambiente della Comunione anglicana (Acen) ha esortato i suoi fedeli a ridurre l’uso di plastica durante la Quaresima, nella speranza che l’adozione di questa abitudine si prolunghi anche oltre il termine. Ricordando il dato angosciante per cui nel 2050 nei mari ci sarà più plastica che pesce, e che soltanto una piccola percentuale della plastica, il 10-13%, viene riciclato, l’Acen ha proposto una serie di sfide quotidiane divise per settimana: cibo e bevande, pulizia e igiene, cucina, abbigliamento, cancelleria (qui si può trovare il calendario di quest’anno, aggiornato rispetto ai materiali prodotti lo scorso anno insieme al Movimento cattolico mondiale per il clima, che si possono trovare anche in italiano sul sito dell’Acen).

Si parte dall’uso di bottiglie riutilizzabili, di vetro o borracce al posto delle famigerate bottigliette usa e getta; fino alla sfida per chiese, scuole e gruppi comunitari di bandire l’uso di plastiche monouso, promuovendo soluzioni creative per confezionare, conservare e servire i cibi. E non manca l’esortazione dei genitori a preparare la merenda per i loro bambini invece di proporre cibi preconfezionati (e qui si aprirebbero molti discorsi, anche sulla salubrità dei cibi consumati).

Tutti questi comportamenti, ricorda Rachel Mash, coordinatrice per l’Ambiente per la Chiesa anglicana del Sudafrica, nell’articolo che parla di questa iniziativa, rientra peraltro nel significato fondamentale della Quaresima, un «tempo in cui prepariamo i nostri cuori e le nostre vite prima di celebrare la meraviglia della Pasqua, un tempo per liberarsi da cattive abitudini che feriscono Dio, il nostro prossimo e la creazione di Dio».

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