Gustare l’amore di Dio in ogni momento

Un giorno una parola – commento a Giacomo 5, 13

Il mio cuore gioirà per la tua salvezza
Salmo 13, 5

C'è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C'è qualcuno d'animo lieto? Canti degli inni
Giacomo 5, 13

Nell’Antico Testamento, molto spesso, Israele è rappresentato come la sposa di Dio, talvolta come sposa infedele (Os 1, 2), talvolta come sposa amorevole, come nel Cantico dei Cantici.

Anche nel Nuovo Testamento, spesso ricorrono immagini coniugali per rappresentare il regno di Dio (v. Mt 25, 1ss) ed il rapporto di Dio con l’umanità redenta (v. Ap 19, 7ss).  

Nelle liturgie matrimoniali, una delle formule delle promesse matrimoniali è la famosa espressione “nel bene e nel male”. Ecco, nel bene e nel male non dobbiamo mai perdere di vista l’amore di Dio per ciascuno e ciascuna di noi.

Quell’amore, che ha offerto se stesso per la nostra salvezza, quell’amore che ha gioito e pianto con il suo popolo (Sof. 3,)  è la sorgente della nostra esistenza fisica e spirituale.

Quell’amore è fedele e non ci abbandonerà nel tempo della sventura (v. Is 43, 2/54, 6).

La nostra, dunque, sia una fede equilibrata e non una fede banderuola sospinta dai venti. Impariamo a gustare momento dopo momento l’amore di Dio, senza esaltarci nei momenti positivi e senza deprimerci quando il panorama intorno a noi sarà desolante. 

Facciamo nostre le parole dell’apostolo Paolo: “So vivere nella povertà e anche nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza” (Fil. 4, 12).

Una fede equilibrata ci farà gustare tutte le delizie dell’amore di Dio, e, quando a Lui piacerà di richiamarci a casa, potremo affermare con Giobbe: “Nudo sono uscito dal grembo di mia madre, e nudo tornerò in grembo alla terra; il Signore ha dato, il Signore ha tolto; sia benedetto il nome del Signore” (Gb 1, 21).

 

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