Libertà religiosa, se ne parla a Pisa

Nella città salita alla ribaltà delle cronache per il no alla moschea e per le miancce ricevute da chi ha mostrato solidarietà alla comunità islamica, incontro con Debora Spini del centro studi Fcei e con il giurista Emanuele Rossi

La libertà di culto di fronte alle sfide della società multi-religiosa” è il titolo dell’incontro di domani 28 febbraio a Pisa, organizzato dal “Centro culturale islamico” della città toscana e dal “Gruppo di impegno ecumenico”. Sono previsti gli interventi del giurista Emanuele Rossi, direttore dell’Istituto Dirpolis (diritto, politica, sviluppo) della Scuola superiore Sant’Anna, e di Debora Spini, docente della New York University di Firenze e membro della Commissione studi della Fcei, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia. A lei abbiamo chiesto perché insistere a parlare di libertà religiosa in Italia, nel 2019: «Per molti validi motivi, su tutti l’assenza di una legge quadro in materia, con le conseguenti confusioni, limitazioni e arbitrarietà che di volta in volta emergono. Sono soprattutto paletti di tipo urbanistico che le regioni e comuni frappongono ad esempio alla costruzione di nuovi luoghi di culto: in presenza di una norma organica, capace di affrontare a 360° il tema, sarebbero anche altri i criteri di valutazione, non solo questioni che paiono pretesti per bloccare nuovi insediamenti. A ciò si aggiunga che il nostro Paese è oramai sempre più differenziato e la libertà religiosa significa non più soltanto porre fine a una discriminazione, ma completare con un ulteriore tassello il percorso di integrazione dei nuovi cittadini italiani ad esempio. Oltre a fornire ovviamente una cornice entro la quale muoverci tutti, dagli evangelici ai cattolici ai musulmani e a quant’altro».

Non a caso l’appuntamento, che prenderà il via alle ore 21 alle Officine Garibaldi di via Gioberti 39, ha visto l’adesione delle principali comunità di fede presenti in città, dalla chiesa valdese a quella avventista, dalla luterana alla comunità Baha’i, la comunità ebraica, l’istituto buddista italiano Soka Gakkai, l’istituto Lama Tzong Khapa, l’ufficio diocesano cattolico per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e la locale comunità islamica, coinvolta suo malgrado in questi mesi dal dibattito legato alla costruzione di una moschea in città, bloccata dall’attuale giunta leghista e che molte tensioni sta causando (qui l’articolo con la notizia della lettera minatoriarivolta a chiesa valdese, consiglio pastorale diocesano e sede locale del Partito democratico).

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