Liberi dal peccato, servi della giustizia

Un giorno una parola – commento a Romani 6, 18

Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo
Ezechiele 36, 26

Liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia
Romani 6, 18

Durante le celebrazioni del V centenario della Riforma abbiamo ripetuto tante volte la famosa frase che apre la lettera indirizzata nel 1520 da Lutero al papa Leone X: Un cristiano è un libero signore sopra ogni cosa e non è sottoposto a nessuno. Un cristiano è servo volonteroso in ogni cosa e sottoposto a ognuno. Possiamo vivere la libertà della fede, quella fede che ci ha strappato dal peso della legge e, quindi, da una religiosità fatta di norme esteriori. D’altro lato, come cristiani, siamo servi a ognuno che incontriamo sulla nostra strada. Naturalmente non solo sulla strada di casa, ma soprattutto sulla strada della vita che apre le sue finestre sul mondo intero.

Siamo liberati! Una cosa che troppo spesso dimentichiamo. Anche in questo il messaggio biblico non è naturale. Nel mondo in cui viviamo pare difficile seguire la strada che abbiamo davanti a noi come degli esseri liberati. Siamo tentati di farci guidare da chi strilla forte. Ma anche così ci facciamo servi, diventiamo servi dell’ingiustizia e siamo sempre più legati. Mentre come servi della giustizia diventiamo sempre più liberi e l’orizzonte diventa più chiaro. Pare un paradosso: diventare servi per essere più liberati e liberi. Non dobbiamo dimenticare che il nostro Dio è un Dio di salvezza e liberazione, che ci vuole rivolti verso chi sta accanto a noi, verso chi chiede il nostro aiuto.  

Siamo liberati! Tra due giorni, il 17 febbraio, ricorderemo la concessione delle Lettere Patenti da parte di Carlo Alberto ai valdesi e agli ebrei. Mentre festeggiamo questa ricorrenza, ci rendiamo conto di quanta liberazione abbiamo ancora bisogno dall’indifferenza, dall’egoismo, dalle paure, dal sonno della ragione. Possa suonare forte la nostra preghiera: Dio della vitailluminaci con il tuo Spirito e guidaci con la tua parola, perché possiamo vivere con fedeltà al tuo servizio.

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