Se Bossey trasforma gli studenti

Trenta studenti di teologia ora sono i nuovi collaboratori del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec)

Circa trenta studenti giunti da tutto il mondo si sono conosciuti in Svizzera frequentando l’Istituto ecumenico di Bossey del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec). Sei mesi fa hanno intrapreso il loro cammino di studio ecumenico all’insegna del dialogo, della fratellanza e dell’unità. Lo scorso 28 gennaio si sono salutati partecipando al culto previsto al termine del corso.

«Abbiamo percorso un importante cammino cristiano insieme; questa esperienza sarà una pietra miliare nelle vostre vite. So bene come il tempo scorre a Bossey, e quanto questo possa trasformare la vita di ognuno di voi grazie al dono del messaggio comune che invita al pellegrinaggio alla giustizia e alla pace. Non sarete più quelli di prima dopo questi mesi passati insieme all’Istituto Ecumenico», ha detto alle studentesse e agli studenti il professor Lawrence Iwuamadi, decano dell’Istituto Ecumenico, che ha aggiunto «l’insegnamento che proponiamo è una sfida per le chiese del 21° secolo; una sfida che chiede risposte al movimento ecumenico di oggi. L’ecumenismo – prosegue Iwuamadi – è una questione di vita, non è una mera questione teorica, tocca l’essenza dell’essere cristiano. Nel vostro lavoro – conclude –, speriamo possiate essere in grado di aiutare le chiese del mondo a promuovere la pace, la giustizia e la riconciliazione».

Durante il semestre di studio, è stato ricordato in occasione delle cerimonia, «gli studenti hanno imparato a conoscere il Cec, il più vasto movimento ecumenico mondiale, i suoi obiettivi, la sua storia e le sue conquiste. Allo stesso tempo hanno praticato la vita ecumenica confrontandosi nelle differenze e pregando insieme».

La cerimonia si è tenuta in concomitanza con la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ed ha offerto al Cec un’opportunità, quella di fare visita al Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani a Roma: «Lo scopo della visita – ha rilevato Ioan Sauca, direttore dell’Istituto ecumenico e vice segretario generale del Cec – era rinforzare la vicinanza della chiesa cattolica al movimento ecumenico. Per gli studenti è stata un’esperienza straordinaria, com’è stata straordinaria la possibilità di poter visitare i luoghi storici del cristianesimo spesso conosciuti solo attraverso le lezioni. Inoltre la partecipazione attiva degli studenti ai Vespri insieme a papa Francesco, a conclusione della Settimana di preghiera, ha regalato loro l’immagine reale di quanto sia vivace l’ecumenismo oggi». Olav Fykse Tveit, segretario generale del Cec, ha voluto ricordare «oltre alla tristezza per i saluti e gli arrivederci è un giorno di gioia e di laurea. Non è la fine ma l’inizio; da oggi – ha proseguito Tveit – non siete più studenti ma collaboratori del movimento ecumenico».

Hans-Christophe Askani, vicepreside della facoltà autonoma di teologia protestante dell’Università di Ginevra ha infine ricordato; «Avete trascorso un po’ di tempo lontani da casa e malgrado le normali nostalgie spero che abbiate imparato molto dagli altri, dalle altre tradizioni e dalle altre culture. Tenete sempre a mente quest’esperienza, e quanto sia preziosa la diversità nel mondo. Ricordatevi di essere buoni forestieri anche in casa vostra».

Dalla sua creazione nel 1946 l’Istituto ecumenico di Bossey svolge la sua missione di formazione e educazione teologica ecumenica.

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