Dio si prende cura di noi

Un giorno una parola – un commento a Matteo 6, 28-29

Quanto sono numerose le tue opere, Signore! Tu le hai fatte con sapienza; la terra è piena delle tue ricchezze
Salmo 104, 24

Gesù disse: «Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro»
Matteo 6, 28-29

Questo passo mi piace tanto, ma anche pone un sacco di problemi. Come è possibile, concretamente? Il lusso di Salomone è proverbiale. Possiamo vivere come lui senza faticare, senza fare niente? Magari! Non penso che sia questo il senso. Non penso che Gesù avesse la visione idilliaca di un poeta amante della natura (anche se qualche vena poetica sembra esserci qui), e ritengo che non ignorasse la durezza e la crudezza del vivere, la lotta per l'esistenza. Contestualizzando questa affermazione all’interno del discorso di Gesù, noto come essa vada compresa nell'ottica della fede, del «cercare prima il regno di Dio» (vs. 33), del confidare in Dio con tutto il cuore. È un invito alla fede. Ricordati che Dio è benevolo, è fedele. Se si prende cura della bellezza effimera di un fiore, si prenderà cura di te, non ti lascerà mai solo; non ti preoccupare: preoccuparsi è inutile e le tue preoccupazioni rischiano addirittura di usurpare il posto della parola di Dio, potrebbero diventare di intralcio alla sua opera. Che cosa cerchi? L’uomo è determinato da quello che cerca. Se cerchi veramente il regno di Dio non ti mancherà nulla, sarai rivestito della gloria di Salomone, crescerai e sboccerai come un fiore. Sì, dice Gesù, se cerchi prima il regno di Dio. Splendido.

 

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