La dichiarazione delle comunità di fede alla Cop24

L'impegno delle chiese nella sfida per la salvaguardai dell'ambiente

Nella giornata del 13 dicembre, Henrik Grape, coordinatore del Gruppo di lavoro sui cambiamenti climatici del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) ha letto la dichiarazione delle comunità di fede al segmento di alto livello della 24a Conferenza delle parti (COP24) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

«L’umanità si trova oggi di fronte alla più grande sfida globale che abbiamo mai visto e un’enorme transizione deve essere fatta se vogliamo superarla. Ci siamo uniti, da diverse comunità di fede, alla COP24 per sottolineare che il cambiamento climatico non può essere raggiunto se non teniamo conto della giustizia», ha affermato.

Secondo il messaggio delle comunità di fede, l’urgenza della situazione dà all’umanità solo un decennio per abbattere le emissioni e mantenere l’aumento della temperatura al di sotto di 1,5 ma c’è bisogno di una transizione enorme e veloce che deve essere guidata.

«Molti dei nostri membri, partner e comunità sono in prima linea nella lotta contro gli impatti distruttivi dei cambiamenti climatici: stanno perdendo i loro mezzi di sussistenza, case, terre, identità, culture e vite. Le nostre fedi esigono che agiamo per la protezione dei vulnerabili e come custodi di Madre Terra», si legge nella dichiarazione.

Il documento sollecita anche «misure radicali di mitigazione e adattamento, innovazioni tecnologiche, profondi cambiamenti nello stile di vita, politiche nazionali e globali di sostegno e ben coordinate, accordi istituzionali, nonché profonde trasformazioni nel modo in cui investiamo, produciamo e consumiamo».

A Katowice, il gruppo di lavoro sui cambiamenti climatici del Cec ha collaborato con partner ecumenici e interreligiosi per sottolineare la dimensione morale ed etica del cambiamento climatico.

Leggi qui la dichiarazione completa.

Foto: UNFCCC

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