Convertitevi e vivete!

Un giorno una parola – commento a Ezechiele 18, 32

Convertitevi dunque, e vivete!
Ezechiele 18, 32

Avete imparato a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità
Efesini 4, 24

Nel libro di Ezechiele, il versetto precedente a quello che ci viene proposto oggi dal lezionario Un giorno una parola recita così: «Io non provo nessun piacere per la morte di colui che muore, dice Dio, il Signore».

Colui che muore davvero è colui che dirige le sue vie lontane da quella di Dio.

“Convertitevi”, ovvero “ritornate”! Come un padre abbandonato Dio chiama le sue creature, le invita a ritornare sulla via della salvezza dalla quale si sono allontanate:

«Ritorna figlio mio, ritorna figlia mia, non cercare altrove la tua libertà.

Non cercare altrove quello che puoi avere accanto a me!

È qui la vita che cerchi, la vita che non muore, 

la vita che non cessa di palpitare e che supera ogni tempo ed ogni spazio.

Ritorna figlio mio, ritorna figlia mia, non cercare lontano il senso della tua esistenza.

Tu sei fatto per la vita e non per la morte.

Tu sei fatto per godere delle meraviglie del mio amore!».

Mi sembra di sentire queste parole quando la Scrittura si rivolge a me dicendomi “convertiti”. E nonostante la loro dolcezza sembra sempre così difficile ascoltarle e seguirle. Qualcosa di tristemente suadente ci allontana da loro. 

Non ci esporre alla tentazione, Padre nostro, allontana da noi il maligno che ci porta lontano da te! Amen.

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