Ci risiamo con il presepe a scuola

Come ogni anno, si riaccende il dibattito sui simboli religiosi a scuola, fra rivendicazioni e contraddizioni palesi

C’è una questione importante che, puntuale come un orologio, scoppia con l’inizio del mese natalizio. Tranquilli, non sono altri immigrati in arrivo, non è l’ennesimo disastro ambientale, non sono i soliti scialpinisti imprudenti che provocano le valanghe. Non è qualche ponte che crolla o un’altra voragine che inghiotte la strada, non sono i rifiuti che ci sommergono e neanche l’aumento dello spread e dei disoccupati. No, cari lettori, si tratta del presepe nelle scuole! Si fa? Non si fa? Chi lo fa, dove lo fa, in che ora lo si fa? E dov’è la tradizione? Dove va la laicità?

Eravamo ansiosi di sapere quale sarebbe stata la posizione del nuovo governo su di un argomento così sentito dalla popolazione, dalle famiglie, tema che preoccupa le gerarchie cattoliche e consente ai “laici” di fare qualche sparata contro il confessionalismo della scuola pubblica. Insomma, un tema che da anni appassiona, divide i genitori, gli insegnanti, i dirigenti scolastici, i consigli comunali, compromettendo il clima di reciproca bontà che dovrebbe caratterizzare la festa natalizia. Senza contare che, con l’approvazione del decreto Salvini sulla sicurezza, quest’anno potrebbe non essere garantita la presenza dei Re Magi, a rischio di “respingimento”, con i loro cammelli e il loro seguito di pastori palestinesi… a meno che, magari per meriti biblici, li facciano passare per qualche corridoio umanitario…

Comunque, anche se il governo non si è ancora espresso in modo compatto (e quando mai?) sappiamo che il Ministro dell’istruzione Marco Bussetti, che già sul crocifisso aveva dichiarato che per lui era il simbolo della nostra storia, della nostra cultura e delle nostre tradizioni, e che «la sua esposizione nelle aule non dava alcun fastidio, anzi invitava a far riflettere», si è espresso decisamente a favore del presepe nelle scuole.

Da sempre il presepe a scuola è una bandiera della Lega. Nel Veneto, con il governatore Zaia, vi è stata anche la possibilità, per le scuole che si impegnavano ad allestirlo, di usufruire di un contributo di 250 €. A Pisa il Consiglio comunale a guida Carroccio ha approvato una mozione che impegna sindaco e assessore competente a fornire a tutte le scuole le statuette necessarie per il presepe… Una cifra ben spesa, tanto più quando poi si scopre che in più di una scuola del nostro bel paese sono le famiglie a dover portare a scuola la carta igienica…

Foto: Presepe africano, di Lokilech - Opera propria, CC BY-SA 3.0,

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