L’annuncio dell’evangelo

Un giorno una parola – commento a Atti degli apostoli 16, 9-10

Se tu ubbidisci diligentemente alla voce del Signore tuo Dio, sarai benedetto al tuo entrare e benedetto al tuo uscire
Deuteronomio 28, 1. 6

Paolo ebbe durante la notte una visione; un macedone gli stava davanti, e lo pregava dicendo: «Passa in Macedonia e soccorrici». Appena ebbe avuto quella visione, cercammo subito di partire per la Macedonia, convinti che Dio ci aveva chiamati là, ad annunciare loro il vangelo
Atti degli apostoli 16, 9-10

Cogliamo in questo racconto la relazione tra la richiesta di soccorso, che veniva dall’uomo macedone, e la risposta data dagli apostoli mediante l’annuncio dell’evangelo. Spesso si è indotti a pensare che per soccorso si debba intendere un aiuto in denaro, come quello che chiedeva il mendicante alla porta del tempio (Atti 3, 1ss). Ancora una volta, però, la ricchezza degli apostoli non è fatta di argento o oro, ma dell’evangelo, della salvezza che si realizza nel nome del Signore Gesù. Nel nome di Gesù, infatti, si realizza la guarigione fisica e spirituale.

Non che la povertà e i bisogni materiali siano trascurati nei testi biblici e nella prassi delle comunità cristiane delle origini: si favoriva l’avere ogni cosa in comune, si promuovevano le collette per i bisognosi, il sostegno agli apostoli e ai missionari e, sulla scia dell’Antico Testamento, la presa in carico degli orfani e delle vedove. Tutto questo avveniva accanto all’annuncio dell’evangelo che mirava alla salvezza e alla trasformazione dei cuori, nonché alla creazione di comunità solidali, come famiglie.

Tuttavia attorno a noi c’è molta povertà anche là dove non ci aspetteremmo di trovarne. Povero e cieco è il ricco che non vede la condizione di povertà di chi, come il povero Lazzaro, chiede aiuto alla sua porta. La povertà è in primo luogo una questione spirituale, quella per cui si crea una voragine tra il povero, che sta nel seno d’Abramo, e il ricco che soffre nell’Ades (Luca 16, 19ss), tra chi viene cacciato con un «guai a voi» (Isaia 5, 8; Luca 6, 24) e chi viene chiamato «beato», perché ora ha fame ma sarà saziato (Luca 6, 21).Al soccorso che chiedeva l’uomo macedone e di cui ha bisogno il nostro mondo diamo la risposta dell’evangelo: un forte appello alla conversione e a mettere in ordine le priorità della nostra vita, così da creare comunità che siano famiglie solidali, dove la comunione dei beni e quella spirituale vengano attuate senza egoismi e sotto la guida di Cristo.

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