Affidarsi a Dio

Un giorno una parola – commento a Giosuè 1, 5

Io non ti lascerò e non ti abbandonerò
Giosuè 1, 5

Gesù disse loro: «La vostra tristezza sarà cambiata in gioia
Giovanni 16, 20

Dio aveva un piano, un progetto sul quale aveva le idee chiare sin dal tempo della chiamata di Abramo (e forse anche prima): Israele sarebbe vissuto nella terra di Canaan. Giosuè fu l’uomo che guidò il popolo in quella fase cruciale: entrare in un paese sconosciuto, incontrare popolazioni straniere, confrontarsi con idee e religioni diverse, scontrarsi in battaglia; il tutto – bellissimo paradosso – per conquistare un dono!

Se Mosè ebbe i suoi momenti di scoraggiamento – ed era Mosè! – possiamo stupirci se il Signore, al momento di rivolgere una simile vocazione a Giosuè, gli rivolse parole d’incoraggiamento? 

«Io non ti lascerò e non ti abbandonerò» (Gios. 1, 5). Si tratta di una dichiarazione che non elimina i timori per il futuro, né cancella le preoccupazioni prima di una decisione importante, ma relativizza il loro carattere assoluto, toglie via l’aspetto ultimativo. Per quanto possano essere stati gravi e dolorosi i problemi della vita di Giosuè, essi stettero sotto il grande ombrello del favore divino. L’unica condizione fu quella di«mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha data» (Gios. 1, 7).

Con tutti i distinguo di questo mondo, questo è vero anche per noi cristiani: vale pure perte cara lettrice e per te caro lettore. Se ci affidiamo a questa buona notizia e viviamo secondo il comandamento di Dio incarnato da Gesù Cristo, la promessa rimane valida. Certo, anche oggi non mancano i territori sconosciuti in cui inoltrarsi, popolazioni straniere da incontrare, idee e religioni diverse con cui confrontarsi e pesa su tutti noi il pericolo dello scontro. Ogni riferimento all’attualità, è puramente voluto! Proprio per questo è fondamentale saper credere all’antica assicurazione di sostegno da parte del Signore. Quanto detto a Giosuè vale anche per noi: è per noi.

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