La storia di Ayka "premiata da Interfilm"

Marianne Ejdersten del Cec: «I film sono essenziali per raccontare le storie, le ferite della gente, per ispirarci  e perseguire la giustizia e la pace per tutti»

Alla 28° edizione del Film Festival di Cottbus, città tedesca del Land di Brandeburgo - Festival of East European Cinema, tenutosi dal 6 all’11 novembre, il film «Ayka» ha vinto il premio Interfilm per «aver dato un volto e aiutato il pubblico e evidenziare le sofferenze degli emarginati usando uno stile cinetico e viscerale, non convenzionale» Il film, diretto da Sergei Dvortsevoj, racconta la storia di una donna migrante kirghisa, Ayka, a Mosca. La trama descrive lo sfruttamento, l’abuso e le difficoltà dei migranti.

«I film sono essenziali per raccontare le storie, le ferite della gente e per ispirarci a perseguire la giustizia e la pace per tutti», ha affermato Marianne Ejdersten, direttore della comunicazione della Consiglio ecumenico delle chiese (Cec).

Interfilm (https://www.inter-film.org ) è stata fondata nel 1955 da numerose associazioni cinematografiche protestanti in Europa. In collaborazione con il suo partner cattolico SIGNIS, organizza giurie ecumeniche nei più importanti festival cinematografici quali Cannes, Montreal, Mosca, Lipsia, Berlino, Locarno. A Venezia le giurie SIGNIS e INTERFILM sono separate.

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