Prove tecniche di collaborazione

Culto unico e giornata di condivisione in occasione della Giornata della Riforma per le chiese di San Germano, Pramollo e Villar Perosa

Le note solenni di «Ein feste Burg ist unser Gott» hanno accolto domenica 28 ottobre, nel tempio particolarmente affollato, le comunità di San Germano insieme a quella di Pramollo e di Villar Perosa per la celebrazione della Giornata della Riforma con un culto unificato e condotto a più voci.

Innanzi tutto la predicazione della Parola, tenuta dal past. Davide Ollearo su Matteo 18, 21-35: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?». E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette», che ci ha fatto riflettere sul tema del perdono in una dimensione estremamente attuale.

 E poi la liturgia guidata dal past. Ruggero Marchetti e sostenuta nel canto dalle tre Corali riunite. L’inno «Venite tutti/e» tratto dalla raccolta Celebriamo il Risorto, con il suo ritmo coinvolgente ha portato la numerosa assemblea in una clima di festa e di riconoscenza. Siamo grati al Signore che ci ha guidati e sostenuti nelle nostre azioni di testimonianza del suo amore e in particolare nel non semplice percorso di collaborazione territoriale, che vede ora le tre comunità operare insieme su diversi livelli (catechesi, approfondimenti biblici e teologici, scambio di pulpiti, collegamenti fra le Corali e le Unioni femminili) con risultati incoraggianti.

La giornata è proseguita nelle salette con un pranzo comunitario in cui abbiamo condiviso il cibo portato da ognuno e l’allegria che le bambine e i bambini presenti ci hanno regalato! La sala del teatro si è poi riempita per partecipare al Bazar organizzato dall’Unione femminile e dal Concistoro e per seguire una conversazione tenuta dal past. Marchetti, animata da letture fatte dai precatecumeni e dalle bambine e bambini della Scuola domenicale, che hanno dato voce ai protagonisti di un significativo evento storico.

Ci hanno portato indietro di ottocento anni, agli inizi cioè della lunga vicenda valdese, e in particolare a quell’incontro che ebbe luogo a Bergamo nel 1218 tra i rappresentanti dei Poveri di Lione, venuti dalla Francia meridionale, e i capi dei Poveri Lombardi, cioè di quei valdesi che già quasi all’inizio del movimento erano passati nell’Italia del nord.

 In questa data e in questo luogo, a pochi anni dalla morte di Valdo, i due gruppi decisero di confrontarsi su tutta una serie di punti controversi, allo scopo di trovare una piena comunione. Su molti punti si trovò un accordo, ma su altri fu impossibile e così le due anime del valdismo originario rimasero divise fra loro, salvo poi ritrovare l’unità di fronte alla minaccia di una inquisizione sempre più agguerrita nella caccia agli «eretici Valdesi». L’incontro di Bergamo è importante perché ne fu scritto un particolareggiato resoconto ai fratelli e alle sorelle della comunità valdesi dell’area di lingua tedesca, che rappresenta ancora oggi una preziosa e rara testimonianza di prima mano sulla fede, la spiritualità e i problemi dei nostri padri e madri della prima ora.

 

 

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