Una questione di genere

Rudelmar Bueno de Faria di Act Alliance: «Non sarà possibile fare passi in avanti o promuovere cambiamenti se non saremo in grado di capire l’importanza della questione di genere»

La giustizia di genere è un aspetto importante per l’Act- Alliance Assembly che si sta svolgendo in queste ore a Uppsala in Svezia, e terminerà domani primo novembre.

«La giustizia di genere è certamente uno degli aspetti più importanti del lavoro all’interno di Act Alliance e dei suoi partner», ha dichiarato Rudelmar Bueno de Faria, segretario generale di Act Alliance.

«Fiori all’occhiello del nostro lavoro sono la giustizia di genere e l’uguaglianza di genere – ha proseguito –. Non sarà possibile fare passi in avanti o promuovere cambiamenti se non saremo in grado di capire l’importanza della questione di genere».

Eppure la lotta per l’uguaglianza è ancora in corso, ha rilevato il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec), Olav Fykse Tveit: «Il lavoro non è finito – ha proseguito Tveit, all’assemblea riunita –. Questa è l’unità che cerchiamo; l’unità che vogliamo come uomini e donne». Tveit, ha invitato soprattutto i colleghi uomini a capire l’importanza dell’azione de I giovedì in nero: la Campagna di sensibilizzazione globale per la promozione di un mondo senza stupri e violenze di genere. Ogni essere umano di genere maschile, ha concluso Tveit, dovrebbe affermare insieme alle donne, «questo è il mio impegno. Questo è il vostro impegno. Ed è ciò che ci unisce».

Phumzile Mlambo-Ngcuka, direttrice delle Nazioni Unite, ha espresso apprezzamento per il coinvolgimento delle chiese nella giustizia di genere, e in particolar modo «in questo periodo che vede un ritorno indietro in materia di uguaglianza»: la speranza è che la chiesa, le chiese possano essere «un fattore abilitante, uno strumento per progredire e, altresì, una barriera per eventuali ostacoli; abbiamo bisogno della chiesa per ridurre al minimo qualsiasi potenziale respingimento alla giustizia di genere, abbiamo bisogno della chiesa per promuovere l’uguaglianza di genere» ha concluso Mlambo-Ngcuka, perché «viviamo una situazione nella quale nel mondo ci sono ancora 18 paesi in cui i mariti possono legalmente impedire alle mogli di poter lavorare».

L’Assemblea Generale di Act è il più alto organo di governo della stessa Act Alliance. S’indice ogni quattro anni e riunisce oltre 145 membri per eleggere il Consiglio direttivo e il Comitato esecutivo, rivedere gli statuti e promuovere iniziative. 

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