Un luogo laico creato da tre chiese

40 anni del Centro culturale protestante di Milano: spazio di incontro, di dibattiti, ma anche libreria e biblioteca aperta alla città. Ne ripercorriamo la storia con Samuele Bernardini

1978-2018: 40 anni di vita che il Centro culturale protestante di Milano festeggerà il prossimo 27 ottobre in una festa di compleanno «con torta e candeline», come sottolinea Samuele Bernardini, una delle figure storiche del Centro e della libreria Claudiana, di cui è stato responsabile per molti anni.
«Il Centro culturale protestante si configura fin dalle origini come uno spazio di dialogo, un luogo al servizio di tutti coloro che sono interessati a conoscere la “cultura protestante”, o meglio un approccio protestante alla cultura, un diverso sguardo sul mondo. Nella città di Milano rappresenta una proposta unica: un luogo dove incontrare persone e confrontarsi con il pensiero protestante in un ambiente non ecclesiastico. Una cosa non comune nel nostro Paese, viste le dimensioni numeriche del protestantesimo».
La particolarità è proprio di essere uno spazio laico, sebbene creato dalle chiese, e collocato accanto alla chiesa valdese di v. Sforza. Nasce, spiega ancora Bernardini, dalla consapevolezza (e dalla giusta intuizione) delle chiese battiste, metodista e valdese, di dover unire le proprie forze economiche e umane per poter «segnare una presenza significativa» in una città come Milano, ricchissima di iniziative culturali. 
Si sceglie di collocare questo spazio nei locali della libreria Claudiana, già operativa da dieci anni, «per creare un “polo protestante” aperto tutti i giorni, che consentisse di comprare libri, anche di carattere generale ma soprattutto sulla storia del cristianesimo e delle religioni, un luogo dove incontrarsi per conferenze (utilizzando la sala della chiesa valdese, il cui accesso avviene però dalla libreria)», e più di recente trovare nel soppalco della libreria una collezione di riviste del mondo protestante italiano e internazionale, primo nucleo di una biblioteca che oggi conta circa 1000 volumi e 220 testate ed è inserita nel catalogo delle biblioteche consultabile online (Opac). 
Un’altra caratteristica del Centro, che secondo Bernardini ne costituisce le vera forza, è il fatto di essere frequentato soprattutto da un pubblico esterno al mondo delle chiese protestanti. Sebbene svolga per queste ultime un ruolo formativo e di aggiornamento, «la maggior parte del nostro pubblico non appartiene alle chiese protestanti storiche, ci sono molti cattolici, ma anche persone che si definiscono “del libero pensiero” che apprezzano il nostro modo di affrontare temi religiosi in termini “laici”, cioè che non tendono al proselitismo».
Le forme dell’offerta culturale sono cambiate con il tempo, spiega Bernardini: dal modello classico delle conferenze frontali, alle mostre e alle proposte multimediali con video e filmati, per arrivare al ciclo di film (alcuni non proiettati nelle sale cinematografiche) appena avviato, Visioni, mondi religiosi al cinema. «Il modo di raccontare il fatto religioso è cambiato negli anni, noi cerchiamo di aggiornarci e dare il nostro contributo con i mezzi che vengono offerti», conclude Bernardini.
La festa del 27 ottobre sarà quindi un modo per fare incontrare i diversi soggetti coinvolti nel progetto: le chiese fondatrici, i frequentatori, i numerosi volontari che hanno sostenuto negli anni l’attività in modo gratuito, compresi gli oratori delle conferenze. Saranno presenti inoltre l’assessore alla cultura del Comune di Milano e del Municipio1, e i rappresentanti di altri centri culturali con cui il Ccp collabora, come la Casa della cultura o il Centro culturale S. Fedele.

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