Rete cristiana per l’ambiente: un futuro di speranza

Chiusa la 12° assemblea “Ecen”. Sfida ai governi e alle chiese per la giustizia economica ed ecologica

Si è chiusa il 10 ottobre a Katowice (Polonia) la 12ª Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente (Ecen) dal titolo “Sulla via della giustizia economica ed ecologica”.

L’Assemblea ha riunito 85 protestanti, anglicani, ortodossi e cattolici da 22 Paesi e ha prodotto un messaggio finale che si rivolge ai governi, ai decisori politici, alle chiese e alle comunità di fede affinché si impegnino immediatamente a ridurre le emissioni di gas serra per allinearsi ai dati scientifici, per un futuro sostenibile.  «Nessuna scusa è accettabile. In vista della prossima conferenza sul clima delle Nazioni Unite (COP 24) chiediamo un piano d’azione visibile e determinato da parte di tutti i governi», si legge nel documento che continua sollecitando un ampio dialogo nella società per «realizzare stili di vita più sostenibili ed equi, rispettare il creato, promuovere una transizione giusta verso una economia a bassa emissione di carbonio». La sfida ecologica è prioritaria e richiede lo sviluppo di “risorse teologiche e liturgiche per la cura del creato” anche nei contesti ecumenici.

In occasione dell’Assemblea è stato festeggiato il 20° anniversario dell’Ecen. «Possiamo testimoniare che in Europa c’è un movimento crescente di chiese verdi ed eco-comunità – scrivono gli organizzatori a chiusura dei lavori -. In vent’anni ci sono stati cambiamenti epocali per effetto del nostro uso delle risorse naturali… abbiamo visto una perdita di biodiversità e habitat nel mondo di tale portata da essere definita dagli scienziati “estinzione di massa”. […]  Sono necessari cambiamenti rapidi, radicali e senza precedenti per ridurre l’emissione di gas serra».

In rappresentanza della Commissione globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), hanno partecipato all’Assemblea Antonella Visintin Rotigni e Pierpaolo Nunzio. «Uno spazio importante è stato dedicato ai gruppi di lavoro su educazione, teologia, comunità in transizione e stili di vita, eco-management, biodiversità, cambiamento climatico – ha riportato Visintin in una relazione sui lavori dove, fra l’altro, sono stati ricordati i due principali pellegrinaggi partiti verso la COP 24: quello da Bonn e quello da Roma – mentre un ragazzo norvegese si sta avviando a Katowice in bicicletta. Sono stati inoltre premiati tre progetti ambientali innovativi in memoria di Roman Juriga, componente dell’Ecen mancato nel 2015, e sono state presentate iniziative nazionali quali il programma di riciclo a Volos (Grecia) che realizza borse da vestiti usati e la costruzione di una ‘cattedrale della speranza’, un tempio non connotato religiosamente, realizzato in legno e con il tetto di plastica raccolta sulle spiagge della Norvegia».

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