Rispondere con costanza alle richieste di Dio

Un giorno una parola – commento a Ebrei 11, 27

Il Signore è alla mia destra, io non sarò affatto smosso
Salmo 16, 8

Mosé per fede abbandonò l’Egitto. Senza temere la collera del re, perché rimase costante, come se vedesse colui che è invisibile
Ebrei 11, 27

Una lunga sequenza di azioni compiute «per fede» scorre davanti agli occhi di chi legge la Lettera agli Ebrei: l’autore di questo testo ha a cuore di mostrare la continuità di una relazione tra il Signore e gli esseri umani descrivendola con la parola «fede». Le azioni più audaci e talvolta improbabili, le speranze più ardite, le parole più potenti sono sostenute e agite dalla fede: al lettore viene spontaneo domandare che cosa sia dunque la fede, come sia possibile caratterizzare con questa parola la storia di una vita umana trascorsa alla presenza del Signore.

Mosé lascia l’Egitto: lasciare l’Egitto era la cosa più difficile, pericolosa, incredibile che potesse venire in mente ad un uomo in quelle condizioni. Gli ostacoli sulla via della liberazione erano grandi e invincibili a viste umane, e il primo da affrontare era l’ira di faraone: c’è sempre un primo ostacolo da affrontare nei cammini della vita e della fede, un primo problema che sbarra la strada e fa soffrire, e mette in crisi il progetto e l’ubbidienza anche a quanto sembra di aver capito il progetto benedetto dal Signore. Mosé si trova in quella situazione: il Signore avanza esigenze, faraone ostacola ogni movimento ed ha il potere di opporsi efficacemente (almeno fino ad un certo punto). Mosé non teme l’ira di faraone (se si rilegge l’Esodo si vede che questo non significa non trepidare, soffrire e lamentarsi al cospetto del Signore), e il segreto della sua resistenza è la costanza con cui risponde alle richieste del Signore: non smette, non abbandona il proposito iniziale, procede attraversando le difficoltà che via via si intromettono sul percorso del popolo di Israele. In questo atteggiamento resistente l’autore della lettera agli Ebrei identifica la fede: Mosé agisce come se vedesse quello che nessuno vede.

La fede è procedere nel cammino della vita facendo affidamento su una realtà più reale di quella dei sensi, del giudizio storico e delle prospettive umane, una realtà che ha leggi più forti di quelle che via via la conoscenza scopre, ma che per essere vissuta chiede tutto il coraggio di un cuore capace di affidarsi.

 

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