Curarsi con la montagna?

Si è svolto a Torino un convegno dedicato alla montagnaterapia e al confronto tra le esperienze piemontesi

In Piemonte ci sono 55 associazioni riconosciute di “montagnaterapia”. Mercoledì 3 ottobre alcune di queste si sono incontrate a Torino per il convegno.

Il sito montagnaterapia.it definisce la pratica un «approccio metodologico a carattere terapeutico-riabilitativo e socio-educativo, finalizzato alla prevenzione, alla cura ed alla riabilitazione degli individui portatori di differenti problematiche, patologie o disabilità; è progettato per svolgersi, attraverso il lavoro in dinamiche di gruppo, nell’ambiente culturale, naturale e artificiale della montagna». Le attività di montagnaterapia vengono progettate ormai da oltre un decennio ed attuate nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale e in contesti socio-sanitari accreditati, con la fondamentale collaborazione del Club Alpino Italiano e di altri Enti o Associazioni.

Nell’arco di questi anni, nell’ambito del Club Alpino Italiano e del coordinamento di Montagna Terapia del Piemonte è stata intessuta una rete di contatti e di esperienze che si sono ora incontrate e confrontate a Torino. «Con questo appuntamento – ha dichiarato l’assessore alla montagna Alberto Valmaggia–  si è voluto provare a formalizzare tale rete al fine di rendere fruibili le straordinarie risorse della Regione Piemonte: dovrebbe essere un momento di sensibilizzazione e di organizzazione di un percorso lavorativo che permetta di costruire una strategia condivisa relativa a "la montagna che cura", oltre a giungere alla definizione di un documento etico comune d’impegni e doveri per una montagna per tutti».

Tra i molteplici gruppi di servizi socio-sanitari che frequentano l’ambiente naturale e culturale della montagna con un approccio di tipo terapeutico, riabilitativo oltre che socio-educativo c’è anche il C.S.T di Perosa Argentina, il Centro Socio Terapico del Cai val Germanasca. Il Centro è un servizio diurno che si propone l’inclusione sociale per persone con disabilità intellettive, fisiche e sensoriali. È gestito dall'Unione Montana dei Comuni Valli Chisone e Germanasca con la fondamentale collaborazione della Cooperativa Sociale La Dua Valadda. Tutte le settimane, il mercoledì, il gruppo esce e va a camminare in montagna. Dal 2001 con uscite saltuarie, dal 2009 con uscite settimanali, con il supporto tecnico e relazionale sul territorio dei volontari della sezione C.A.I. Val Germanasca su percorsi scelti e definiti. Attualmente le uscite si attestano a circa 43 ogni anno grazie al fondamentale apporto di una degli accompagnatori volontari che assistono una dozzina di utenti.

Il Cst di Perosa partecipa alla rete di coordinamento dei gruppi di montagnaterapia regionale. Valter Bruno, uno dei volontari del Cst di Perosa Argentina e del Cai val Germanasca ha partecipato al convegno torinese e ha rimarcato a Radio Beckwith come «dal punto di vista medico ormai è assodato che camminare in montagna faccia molto bene. Al convegno è stata presentata l’esperienza di un gruppo di persone diabetiche e il medico che li accompagna ha documentato l’abbattimento del 35% dell’uso di insulina quotidiana».

Ha partecipato al convegno anche l’assessore regionale alle politiche sociali Augusto Ferrari ricordando i 20 milioni di euro di fondi europei stanziati per le politiche sociali in Piemonte e come il suo assessorato voglia sostenere in tutti i modi esperienze come quelle di montagna-terapia. «Una parte di questi 20 milioni sono direttamente indirizzati sia agli enti gestori dell’ente pubblico sia a realtà del terzo settore. Sarebbe bello che si facesse come al Rifugio Quintino Sella che ogni anno ospita esperienze di montagnaterapia».

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